(Teleborsa) -
Nuova seduta in rosso per l'azionario europeo, sotto pressione per i rialzi di petrolio e gas (sempre per i timori riguardo allo scenario bellico in Medio Oriente) e per la salita dei rendimenti dei titoli di Stato (il Bund decennale tratta in area 3,52%, mentre il BTP decennale si attesta al 4,70%, con lo spread BTP-Bund non lontano da quota 120 punti base).
Restano sotto osservazione le
tensioni sul debito francese: secondo indiscrezioni di stampa, Parigi starebbe valutando un maggiore ricorso alle emissioni a breve scadenza, mentre il mercato continua a richiedere un premio al rischio elevato sulle scadenze lunghe; intanto il m inistro dell'economia Roland Lescure ha
detto che "c'è domanda per i titoli francesi, ma gli investitori richiedono rendimenti più elevati rispetto al passato".
Sul fronte delle
banche centrali, i
verbali della riunione della Fed di settembre hanno
evidenziato la compattezza del Comitato sulla necessità di irrigidire la politica monetaria durante la riunione di settembre. Il documento ha infatti riportato che tutti i 19 membri (non solo quelli votanti) erano concordi nel decretare il rialzo di 25pb, che la maggioranza era favorevole a un’altra stretta entro fine anno (sebbene molti la giudicassero opportuna a scopo preventivo) e che, infine, quasi tutti ritenessero i rischi di inflazione rivolti verso l’alto.
Guardando ai
dati macroeconomici, in
Giappone il surplus delle partite correnti è
salito a 4.062 miliardi di yen ad agosto, ben oltre i 3.172 miliardi attesi e i 2.989 miliardi del mese precedente; anche il saldo destagionalizzato ha raggiunto 2.979 miliardi di yen, superando nettamente le attese. In Germania, è
diminuito meno delle attese il surplus della bilancia commerciale tedesca ad agosto (19,5 miliardi di euro). Nel pomeriggio, negli
USA, l'attenzione sarà rivolta alle nuove richieste di sussidio di disoccupazione, attese a 200 mila unità dalle 197 mila precedenti, e ai sussidi continuativi, previsti sostanzialmente stabili a 1,7 milioni.
In
Italia, resta alta l'attenzione al
settore bancario. La holding della famiglia Benetton, Edizione, apporterà la propria quota dell'1,45% in
MPS all'OPAS annunciata da
Intesa Sanpaolo. Inoltre, la holding di Francesco Gaetano Caltagirone ha detto che voterà contro le offerte di MPS per
Banco BPM e
Banca Generali in occasione dell'assemblea degli azionisti prevista per il 29 ottobre. Tra le altre novità,
BPER ha rinnovato i propri accordi di bancassicurazione con
Unipol fino alla fine del 2036; il CdA di Unipol ha approvato l'aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro, fissando il prezzo a 20,56 euro per azione.
Sostanzialmente stabile l'
euro / dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,119. Lieve aumento dell'
oro, che sale a 4.123,1 dollari l'oncia. Giornata di forti guadagni per il
petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo del 3,97%.
Consolida i livelli della vigilia lo
spread, attestandosi a +118 punti base, con il
rendimento del BTP decennale che si posiziona al 4,69%.
Nello scenario borsistico europeo seduta negativa per
Francoforte, che mostra una perdita dello 0,75%, piccola perdita per
Londra, che scambia con un -0,41%, e sotto pressione
Parigi, che accusa un calo dello 0,82%.
Giornata "no" per la
Borsa italiana, in flessione dell'1,20% sul
FTSE MIB; sulla stessa linea, vendite diffuse sul
FTSE Italia All-Share, che continua la giornata a 51.918 punti. Sotto la parità il
FTSE Italia Mid Cap, che mostra un calo dello 0,52%; con analoga direzione, negativo il
FTSE Italia Star (-0,93%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
ENI (+1,40%),
Lottomatica (+1,03%),
Poste Italiane (+0,75%) e
Leonardo (+0,58%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Mediobanca, che prosegue le contrattazioni a -3,54%. Scivola
Stellantis, con un netto svantaggio del 3,50%. In rosso
Banca MPS, che evidenzia un deciso ribasso del 3,15%. Spicca la prestazione negativa di
STMicroelectronics, che scende del 3,14%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano,
Maire (+2,47%),
Ferretti (+2,30%),
Banca Generali (+1,67%) e
Comer Industries (+1,39%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Gens Aurea, che continua la seduta con -10,66%.
CIR scende del 3,05%. Calo deciso per
Anima Holding, che segna un -2,95%. Sotto pressione
Carel Industries, con un forte ribasso del 2,50%.