(Teleborsa) -
Peggiora l'Europa in scia all'andamento di Wall Street appesantita dal settore tecnologico.
Persistono infatti le preoccupazioni che la
netta vittoria dei Democratici nelle elezioni di metà mandato porti a una regolamentazione più
stringente dei data center statunitensi che rischierebbe di danneggiare la domanda di semiconduttori. Per contro, gli investitori sperano in una
politica fiscale più rigorosa e in un
abbassamento dei prezzi dell'energia, con l'aspettativa che tutto ciò possa contribuire a ridurre i costi di indebitamento, dare impulso all'economia in generale e favorire i titoli azionari sensibili alla crescita.
In tema di politica monetaria, la
Bank of England è tornata ad alzare i tassi per la prima volta da oltre tre anni. Il Comitato di politica monetaria (MPC) ha portato il
tasso di riferimento al 4% con un rialzo di 25 punti base, sottolineando come il conflitto in Medio Oriente è ormai al nono mese e che i prezzi globali dell'energia hanno continuato a salire da livelli già elevati.
I dati macro
Sono attese ulteriori indicazioni dal
report occupazionale USA che verrà diffuso
domani pomeriggio. Sul fronte lavorativo, si rileva intanto che sono scese, contro le attese di un modesto aumento, le
richieste di sussidio alla disoccupazione negli USA. Nella settimana al 31 ottobre, i "claims" sono risultati pari a 189 mila unità, in calo di 6.000 unità rispetto alle 195mila della settimana precedente (riviste da 194 mila), contro aspettative degli analisti per 196 mila.
A settembre, rispetto al mese precedente, le
vendite al dettaglio in Italia risultano in lieve aumento in valore (+0,1% vs attese del mercato per un dato invariato) e stazionarie in volume.
In Europa, cala a sorpresa la
produzione industriale francese nel mese di settembre 2026, mentre in Germania rimbalzano meno delle attese gli ordinativi all'industria. Accelerano, infine, i
prezzi alla produzione della Zona Euro.
Forex, materie prime e tassi
L'
Euro / dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,122. Seduta positiva per l'
oro, che sta portando a casa un guadagno dello 0,98%. Giornata di forti guadagni per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo del 2,44%.
Lieve peggioramento dello
spread, che sale a +108 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari al 4,33%.
Gli indici
Tra i listini europei contrazione moderata per
Francoforte, che soffre un calo dello 0,31%, trascurata
Londra, che resta incollata sui livelli della vigilia, e seduta senza slancio per
Parigi, che riflette un moderato aumento dello 0,38%.
Segno meno per il listino milanese, in una sessione caratterizzata da ampie vendite, con il
FTSE MIB che accusa una discesa dell'1,14% posizionandosi in coda; sulla stessa linea, perde terreno il
FTSE Italia All-Share, che retrocede a 53.064 punti, ritracciando dell'1,17%.
In rosso il
FTSE Italia Mid Cap (-1,2%); sulla stessa tendenza, in netto peggioramento il
FTSE Italia Star (-1,56%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
Tenaris (+4,42%),
Amplifon (+3,40%),
Fineco (+2,79%) e
Lottomatica (+2,20%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
STMicroelectronics, che continua la seduta con -10,95%.
Pesante
Technoprobe, che segna una discesa di ben -10,52 punti percentuali.
Seduta negativa per
Fincantieri, che scende del 4,93%.
Sensibili perdite per
Prysmian, in calo del 4,52%.
Tra i
migliori titoli del FTSE MidCap,
Mondadori (+1,54%),
Pharmanutra (+1,38%),
SOL (+1,12%) e
Moltiply Group (+1,09%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
BFF Bank, che continua la seduta con -8,10%.
In apnea
WIIT, che arretra dell'8,09%.
Tonfo di
LU-VE Group, che mostra una caduta del 6,02%.
Lettera su
Carel Industries, che registra un importante calo del 4,89%.