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Energia, Orsini avverte: "Rischio deindustrializzazione entro 2030"

Economia
Energia, Orsini avverte: "Rischio deindustrializzazione entro 2030"
(Teleborsa) - Sul costo dell'energia c'è un rischio concreto di deindustrializzazione. Lo ha ribadito il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell'inaugurazione del Cersaie a Bologna. "Noi lo stiamo dicendo: i nostri imprenditori, ma anche quelli dell'alimentare e non solo della ceramica, dicono che se continua così, nel 2030 sono obbligati a produrre in altri Paesi", ha affermato il leader degli industriali. Un divario, ha spiegato, evidenziato dalla recente missione in Argentina e Brasile: "Il costo del gas è di 6 euro al megawattora per l'impresa, dove il costo della manodopera è la metà".orsini "Io non voglio parlare di costo della manodopera, perché siamo un Paese responsabilmente sociale e ambientale e su questo possiamo fare addirittura meglio - ha precisato Orsini - ma sui costi energetici o noi facciamo i compiti a casa o diventa difficile tenere il tessuto industriale".

"A oggi serve una cooperazione rafforzata. Io sono un europeista convinto e un ambientalista, però abbiamo capito che l'Europa tutta unita così non ce la sta facendo: non ce la fa sul mercato unico europeo dell'energia, non ce la fa sul mercato dei capitali". "Mettiamo insieme i volontari, facciamo una cosa di cooperazione, e se ci saranno infrazioni le gestiremo: meglio gestire infrazioni che gestire il deserto industriale del nostro Paese", ha aggiunto, sollecitando anche l'attuazione del decreto bollette, "arrivato a febbraio e non ancora attuato". Il costo dell'energia, ha sottolineato Orsini, è "la base della tenuta del tessuto di questo territorio e di chi fa industria come la ceramica".

Sul fronte europeo il presidente di Confindustria ha ribadito che l'Ets "è ancora insufficiente, una risposta non all'altezza da parte dell'Europa", chiedendo un benchmark "per quelle industrie gasivore che producono i nostri bei prodotti Made in Italy". "Se vogliamo la tenuta sociale di un territorio e di una produzione che rappresenta il Made in Italy, l'Europa deve fare presto a dare una risposta, cosa che oggi non vediamo", ha concluso.


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