Dalla Consulta un nuovo equilibrio tra Fisco e contribuente
(Teleborsa) - "La sentenza n. 50/2026 della Consulta sull'articolo 21-bis del decreto legislativo 74/2000 contribuisce a dare un’anima al diritto tributario". È il messaggio lanciato da Luca Antonini, vicepresidente della Corte costituzionale nel corso del webinar promosso dalla Fondazione Centro Studi Commercialisti ETS, presieduta da Antonio Canu, dedicato ai nuovi equilibri tra processo tributario e processo penale dopo la sentenza.
Secondo Antonini, il diritto tributario sta progressivamente abbandonando una visione improntata allo statalismo per approdare a un modello fondato sulla leale collaborazione tra amministrazione e contribuente. Il dovere tributario, ha sottolineato, deve essere considerato un "dovere inderogabile di solidarietà", perché attraverso il pagamento delle imposte vengono finanziati i diritti fondamentali dei cittadini. In questa prospettiva, la pronuncia della Corte punta a semplificare il rapporto tra processo penale e tributario, valorizzando il giudicato penale di assoluzione e riducendo le incertezze interpretative che per anni hanno caratterizzato il sistema.
Ad aprire il confronto istituzionale è stato Raffaele Tuccillo, vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, che ha evidenziato l'attualità del tema affrontato e il valore scientifico dell'iniziativa. Tuccillo ha sottolineato come il confronto tra Corte costituzionale, magistratura tributaria e professionisti rappresentino un'occasione di approfondimento e di collaborazione anche per le future attività formative della giustizia tributaria.
Sulle ricadute applicative della decisione si è soffermato Roberto Proietti, presidente della Corte di Giustizia Tributaria di Roma. Il magistrato ha spiegato che il giudice tributario dovrà applicare i principi fissati dalla Consulta, riconoscendo efficacia al giudicato penale di assoluzione, salvo le eccezioni individuate dalla stessa Corte costituzionale, come le ipotesi riconducibili alle presunzioni legali o ai casi di inutilizzabilità delle prove nel processo penale. Proietti ha inoltre ricordato che il contribuente dovrà dimostrare l'identità dei fatti e dei soggetti coinvolti e produrre la sentenza definitiva di assoluzione affinché possa operare l'efficacia prevista dall'articolo 21-bis, mentre restano aperte alcune questioni interpretative sulle quali sarà chiamata a pronunciarsi la Corte di Cassazione a Sezioni Unite.
Nel corso del webinar è intervenuto anche Giorgio Silenzi, commercialista dell'Ordine di Frosinone ed esperto di diritto tributario, chiamato ad approfondire l'impatto operativo della riforma per i professionisti e il coordinamento tra processo penale e tributario nell'attività difensiva.
Nella sua introduzione il presidente Canu ha evidenziato come la pronuncia della Consulta rappresenti un passaggio destinato a incidere profondamente sulle strategie difensive di imprese e contribuenti, offrendo un confronto tra Corte costituzionale, magistratura tributaria e professionisti per interpretarne le ricadute sistematiche e applicative.
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