Trump non attaccherà l'Iran prima delle midterm. Petrolio ritraccia ma sopra 100 dollari
Il Presidente ha assicurato che non vi saranno nuovi raid prima delle elezioni di metà mandato in USA a fronte di una popolarità che si va assottigliando giorno dopo giorno
(Teleborsa) - Trump torna sui suoi passi ed esclude eventuali attacchi pre-elettorali in Iran. "Non attaccheremo l'Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato", ha affermato il Presidente in un post sul social Truth, escludendo che vi saranno raid prima delle elezioni midterm in USA, che cadono il 3 novembre.
Il leader statunitense ha parlato di "discussioni produttive" con Teheran, ma ha ribadito la sua posizione, secondo cui il blocco navale contro l'Iran resterà in vigore e Teheran non dovrà avere l'arma nucleare. Una posizione in contrasto con quella del regime iraniano, che chiede per prima cosa l'eliminazione di blocchi navali e sanzioni.
Queste affermazioni arrivano all'indomani di nuove minacce lanciate da Trump, che mercoledì sera aveva detto di stare valutando nuovi attacchi prima delle elezioni.
Il tono più diplomatico del Presidente giunge in una fase in cui la sua popolarità e le sue scelte riguardo alla guerra in Iran sono state messe in discussione a livello politico ed economico. A circa sei mesi dall'inizio della guerra, solo il 31% degli americani si è dichiarato favorevole a un intervento militare statunitense contro l'Iran, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos di agosto, in calo rispetto al 37% di marzo. A livello economico, l'impennata del prezzo dei carburanti, che sono aumentati di circa il 40% rispetto a un anno fa, sta pesando molto sulla popolarità del Presidente fra gl.i americani. Le ripercussioni si stanno facendo sentire anche in campagna elettorale.
Sul suo social, Trump ha anche affermato che l'Iran è in cattive condizioni sia militarmente che economicamente, mentre i flussi transitati per lo Stretto di Hormuz, di cui ha mostrato anche un grafico, sarebbero tornati quasi sui livelli pre-crisi con 22 milioni di barili di petrolio trasportati per via navale. Secondo gli ultimi dati settimanali di Kpler, tuttavia, circa 11,3 milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto giornalmente, mentre i flussi complessivi di petrolio dal Golfo si sarebbero attestati a 20,4 milioni di barili al giorno.
Ad ogni modo, questa mattina, il petrolio sta ritracciando, dopo esser rimbalzato ieri di circa il 4% a seguito delle dichiarazioni più bellicose di mercoledì sera, ma le quotazioni si mantengono al di sopra della soglia critica dei cento dollari. Il future sul Brent in consegna dicembre scambia a 103 dollari (-1%), mentre il WTI in scadenza a novembre si attesta a 90,52 dollari al barile, in ribasso dell'1,1%.
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