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Venerdì 20 Ottobre 2017, ore 03.45
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No! ancora No! fortissimamente No!

Opponendosi sempre alle politiche europee e senza i vincoli dell’euro, Cameron ha risanato l’Inghilterra e rivinto le elezioni

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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  • ha mantenuto il saldo primario di bilancio ad un livello negativo ancora altissimo (-3,2% del PIL), mentre l’Italia l’ha riportato in attivo sin dal 2011. Riportare il bilancio in equilibrio strutturale nel mezzo di una crisi significa infatti aggravarla sempre di più;
  • ha mantenuto il deficit di bilancio ad un livello inimmaginabile per i Paesi dell’Eurozona: 10,8% del PIL nel 2009, 9,7% nel 2010, 7,6% nel 2011, 7,8% nel 2012, 5,7% nel 2013, 5,7% nel 2014, 4,8% del PIL quest’anno;
  • ha conseguito così facendo una crescita sostenuta dell’economia reale, che è stata pari al 2,6% nel 2014 e che dovrebbe essere del 2,7% quest’anno. Nel periodo 2007-2015, la Germania ha avuto una crescita complessiva del PIL reale pari al 10,2%, mentre la Gran Bretagna ha accumulato il 9,1%: poco più di un punto percentuale in nove anni separa Berlino da Londra, meno di un decimo di punto per anno.

La Germania ha continuato ad esportare disoccupazione nel resto dell’Europa e del mondo, con un attivo strutturale della sua bilancia commerciale che sfrutta l’euro come moneta di scambio: una moneta ampiamente sottovalutata rispetto alla competitività tedesca. L’Eurozona, con la sua debolezza, continua invece ad agevolare l’export tedesco.

Da Zapatero a Berlusconi, da Sarkozy a Samaras, tutti i leader che hanno adottato le politiche europee sono stati fatti fuori, uno dopo l’altro, condannando le loro economie alla recessione ed i propri cittadini alla disoccupazione ed alla miseria.

L’Unione europea era un sogno, di pace e prosperità. E’ diventata un incubo, per chi vuole continuare a dormire.

Gli Inglesi pensano ai loro interessi. Sono ben svegli, e lo hanno dimostrato ancora una volta.

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