Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Giovedì 18 Luglio 2019, ore 01.01
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

L'abbraccio del boa

Con l'Accordo di Aquisgrana, la Francia rischia di farsi stritolare dalla Germania

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
1 2 »

Fanfare, discorsi altisonanti, tripudio di applausi.

L'asse franco-tedesco si rinsalda: l'Europa ha ritrovato nuovamente una guida forte, decisa, che la porterà a competere da pari a pari con i giganti americani e gli sfidanti asiatici. La Gran Bretagna uscirà distrutta: la Brexit sarà la sua tomba. Dell'Italietta, neanche a parlarne: ha un Governo composto da poveri incapaci, sorretti da una maggioranza farneticante. Forse, e neppure forse, ai francesi non la stanno raccontando giusta. Leggete i numeri, e poi giudicate. Vi accorgerete che il recente accordo franco-tedesco è solo una maniera per nascondere la debolezza di Parigi rispetto a Berlino.

Cominciamo con le relazioni commerciali.

Il saldo commerciale della Germania verso la Francia, come viene pubblicato dall'Istituto di statistica tedesco DeStatis è sempre in attivo, a livelli impressionanti: tra il 2000 ed il 2017 ha sommato la strabiliante cifra di 521 miliardi di euro. Questa somma è pari a più del doppio dell'attivo che la Germania ha accumulato verso l'Italietta, arrivato a 228 miliardi di euro. Il bello è, però, che mentre l'Italia ha diminuito costantemente il suo deficit commerciale verso la Germania, quello francese è aumentato in continuazione: nel 2017, il passivo di Parigi è stato di 41 miliardi di euro, mentre quello di Roma è stato di soli 10 miliardi di euro, un quarto esatto.

Guardiamo ora alla posizione finanziaria netta sull'estero, il saldo che comprende gli asset patrimoniali, gli investimenti di portafoglio, i crediti e altre partite.

La Francia non fa altro che peggiorare il suo saldo: espresso in miliardi di dollari, nel 2006 era negativo per 108 miliardi; a fine 2017 è arrivato -553 miliardi di dollari.

Anche qui, l'Italietta che si trascina sulle ginocchia ha fatto di gran lunga meglio: la sua posizione finanziaria netta, che era negativa per 410 miliardi di dollari nel 2006, è costantemente migliorata, arrivando a -110 miliardi a fine 2017. L'Italia ha diminuito i suoi debiti verso l'estero di 400 miliardi di dollari, mentre la Francia li ha aumentati per circa 450 miliardi. Urca!
1 2 »
Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.