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Mercoledì 26 Giugno 2019, ore 08.19
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I veri Sovranisti? Inglesi, Francesi & Tedeschi

Gli interessi nazionali dietro Brexit e Trattato di Aquisgrana

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Le invettive contro i Sovranisti?

Solo sabbia negli occhi. Voi li chiudete, non vedete più niente, mentre chi ve la ha tirata in faccia continua a giocare. Per difendere i suoi interessi.

Il solito gioco.

Agli Inglesi non stava più bene la libertà di circolazione che ha fatto affluire centinaia di migliaia di lavoratori europei, in fuga dalla disoccupazione nei loro Paesi? Si sono fatti un bel referendum per decidere se uscire o meno dall'Unione Europea. Brexiters contro Leavers.

Vincono i fautori della Brexit, nonostante il battage mediatico e le previsioni di catastrofi economiche e finanziarie? Occorre rimediare: impedire ad ogni costo che il voto popolare sia operativo.

Mesi e mesi di discussioni, attorno ad un documento redatto da Bruxelles in modo da essere costituzionalmente inaccettabile a Londra: visto che la pacificazione dell'Irlanda si fonda su un Accordo che prevede che non ci siano barriere tra il Nord ed il Sud dell'Isola, gli europeisti si sono inventati la necessità di introdurre una frontiera fisica per controllare le merci. Dal momento in cui la Gran Bretagna uscirà dall'Europa senza aderire ad una Unione doganale, la frontiera irlandese sarebbe inevitabile: bisogna controllare.

La verità? La Gran Bretagna ha un enorme disavanzo commerciale con il resto dei Paesi dell'Unione; ben 50 miliardi di euro annui solo con la Germania. E la Germania è terrorizzata dalla possibilità che la Gran Bretagna, non aderendo all'Unione doganale, possa imporre dei dazi per rendere più care le merci tedesche.

Quando a Londra si dice che si potrebbero fare i controlli sulle merci in modo informatico, come già avviene in Svizzera, e che sono pronti ad adottare lo stesso sistema, da Bruxelles rispondono che non se ne parla neppure: la frontiera fisica ci deve essere. Il ricatto è evidente, ma nessuno ha il coraggio di dire che se la Gran Bretagna facesse una politica commerciale preferenziale con gli Usa, per l'Unione europea sarebbe un guaio.
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