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Mercoledì 25 Aprile 2018, ore 05.17
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Governo, al via il secondo giro di consultazioni

Si comincia dai partiti

Politica ·
(Teleborsa) - Riprendono oggi, 12 Aprile, le consultazioni al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e le forze politiche, per la formazione del nuovo Governo.

Il calendario. Il secondo giro sarà avviato stamane alle 10 con il Gruppo per le Autonomie al Senato. Alle 10.30 sarà la volta del Gruppo Misto, alle 11.30 Liberi e Uguali. Nel pomeriggio, a partire dalle 16.30, toccherà al Pd salire al Colle. Alle 17.30 arriverà la delegazione del centrodestra (Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia). La giornata si chiuderà con il Movimento 5 Stelle (18.30).

Domani, 13 Aprile, proseguiranno le consultazioni con le alte cariche istituzionali. 10.30 Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano; ore 11.15 Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico; ore 12.00 Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Il primo round si era chiuso con una fumata nera, peraltro attesa. "A oggi non si registra nessuna possibilità per formare il nuovo governo" - affermava il Capo dello Stato anticipando l'avvio di un nuovo giro di consultazioni -. "Servirà più tempo ai partiti come loro stessi mi hanno chiesto, e servirà più tempo anche a me per valutare. La prossima settimana avvierò un nuovo ciclo di consultazioni per verificare se sia maturata la possibilità di formare un governo".

Le posizioni dei partiti. Il leader del M5S, Luigi di Maio, continua sulla sua strada lasciando aperta la porta a Lega e Pd, ma lasciando fuori Forza Italia. "Noi proponiamo a quelle due forze politiche un contratto sul modello tedesco perché si impegnino di fronte agli italiani sulle cose da realizzare".

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, potrebbe accettare la sfida, ma senza "impuntature" da parte del Movimento 5 Stelle, come lo scontro "premier sì, premier no, premier forse", smussando gli angoli.

Il capo di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha detto no a governi fatti "di pauperismi, giustizialismi e populismi" mentre il Partito Democratico di Maurizio Martina si è tirato fuori ribadendo che vuol restare all'opposizione.
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