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Sabato 24 Agosto 2019, ore 20.35
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Clima, Ue: salta accordo su zero emissioni entro 2050

Non c'è l'unanimità. Alla proposta di una decarbonizzazione completa si oppongono Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca ed Estonia

Clima, Economia ·
(Teleborsa) - Nessun accordo a Bruxelles sull'obiettivo della neutralità climatica (zero emissioni) entro il 2050. Il Consiglio europeo ha approvato l' "Agenda strategica" per i prossimi cinque anni ma non è riuscito a ottenere l'unanimità dei consensi degli Stati membri sull'importante obiettivo della completa "decarbonizzanione" ("carbon neutrality") entro il 2050, ovvero un'economia in cui le emissioni climalteranti residue, dopo le riduzioni massicce programmate negli anni precedenti, saranno pienamente compensate e quindi "neutralizzate" da bacini di assorbimento ("carbon sink"), foreste e parchi urbani. A porre il veto alla proposta avanzata dal presidente del Consiglio Europeo sono stati la Polonia, l'Ungheria, la Repubblica Ceca e l'Estonia.

Nel titolo del capitolo dell'Agenda dedicato all'ambiente e al clima ("Costruire un'Europa decarbonizzata, verde, giusta e sociale"), è scritto che "l'Ue può e deve guidare la strada, impegnandosi in una profonda trasformazione della propria economia e della società per raggiungere la decarbonizzazione". Tuttavia, pur includendo l'impegno a lavorare "sulle condizioni, gli incentivi e il quadro da realizzare in modo da assicurare una transizione a un'Ue neutrale sul clima in linea con l'Accordo di Parigi", le conclusioni del Vertice relegano la data del 2050 in una nota a pie' pagina delle conclusioni che recita: "per una larga maggioranza degli Stati membri (24 su 28 ndr), la neutralità climatica deve essere realizzata entro il 2050". Nel testo, inoltre, viene specificato che sarà tenuto contro "delle circostanze nazionali degli Stati membri" e verrà rispettato "il loro diritto di decidere sul loro mix energetico". Le "circostanze nazionali", sono in realtà le riserve che alcuni Stati membri continuano a mantenere per poter preservare più a lungo, in certi casi, il ruolo delle fonti fossili nelle proprie economie.

L'esito del Consiglio europeo – forse l'ultima opportunità per l'Ue di approvare l'obiettivo 2050 prima di un vertice cruciale dell'Onu sul clima a settembre – preoccupa le Ong Greenpeace e Climate Action Network, che hanno reagito immediatamente, insieme ai Verdi europei esprimendo delusione. Secondo le Ong per mantenere l'innalzamento della temperatura a livelli di sicurezza, l'Ue dovrebbe raggiungere l'azzeramento netto delle emissioni già entro il 2040, e puntare a una loro riduzione non del 40%, ma del 65% entro il 2030.


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