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Dl Rilancio, pioggia di emendamenti: dai congedi allo smartworking, le novità

Prosegue l'esame sugli emendamenti del Dl, in Commissione Bilancio della Camera

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - E' ripreso questa mattina l'esame sugli emendamenti del Dl Rilancio, in Commissione Bilancio della Camera. Si punta a chiudere l'esame sul decreto entro oggi, venerdì 3 luglio, con il mandato al relatore. Poi ci sarà il coordinamento dei testi per l'approdo in Aula lunedì 5.

Sul tavolo diversi i temi sui quali Governo e maggioranza stanno cercando una sintesi tra loro e con l'opposizione, a partire dall'estensione del superbonus del 110% per gli interventi di ristrutturazione per l'efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli edifici al terzo settore, agli oratori, alle società sportive e sui sostegni al settore automobilistico la cui intesa raggiunta nella maggioranza prevede incentivi anche per le auto Euro 6 e un rafforzamento dei bonus per le elettriche e le ibride.

Per tutta la durata dell'emergenza Covid-19, le persone con disabilità o con patologie che comunque le rendono più esposte a rischi in caso di contagio hanno diritto a lavorare in smartworking, in tutti i casi in cui sia compatibile con le loro mansioni lavorative. E' quanto prevede un emendamento al dl rilancio approvato dalla commissione Bilancio della Camera.

Sale di 20 milioni la dote del Fondo per il sostegno agli affitti che passa da 140 a 160 milioni e i 20 milioni aggiuntivi saranno destinati, tramite rimborso, alle locazioni di immobili abitativi degli studenti fuori sede con un ISEE non superiore a 15mila mila euro.

In arrivo 30 milioni di euro in più nel 2020 per la mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all'estero, saltate a causa del lockdown seguito all'epidemia di coronavirus.

Congedi parentali straordinari al 50% della retribuzione previsti per i genitori di bambini fino a 12 anni, dipendenti privati, potranno essere richiesti per un mese in più.

Potranno accedere al REM "previa autocertificazione" e limitatamente all'emergenza e "non oltre il 30 settembre", coloro che vivono in occupazioni e che non hanno quindi una residenza anagrafica se si è "in presenza di minori o meritevoli di tutela quali individui malati gravi, portatori di handicap, in difficoltà economiche e senza fissa dimora". Gli altri requisiti di accesso al Reddito di emergenza restano confermati.

Così, ha spiegato il primo firmatario Stefano Fassina (Leu), "si supera il problema di accesso al Rem per chi vive in occupazione e non può avere la residenza anagrafica a causa della vigente normativa".
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