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Il governo agli esami di giugno: un mese di "trappole" tra decreto Aiuti e concorrenza

Economia
Il governo agli esami di giugno: un mese di "trappole" tra decreto Aiuti e concorrenza
(Teleborsa) - Tra la tornata elettorale e le scadenze per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR la seconda metà del mese di giugno si presenta per la maggioranza ricco di insidie. Sono tanti i dossier su cui le forze che sostengono il Governo sono chiamate al confronto: dalla riforma dei taxi alle limitazioni al bonus da 200 euro, dal reddito di cittadinanza alla realizzazione del termovalorizzatore di Roma, passando per un eventuale nuovo invio di armi all’Ucraina. Nel frattempo fino al voto del 12 giugno, che coinciderà con quello per i referendum sulla giustizia, le Camere saranno in stand by.

Il primo ostacolo dopo quella data sarà rappresentato dal decreto Aiuti. Tra i bonus più dibattuti c'è quello da 200 euro, esteso anche ai titolari di Reddito di cittadinanza. Un allargamento della platea su cui la Lega in primis, ma anche tutto il centrodestra hanno già annunciato una pioggia di emendamenti. Che arriveranno anche sulla scia dell’iniziativa di Iv che ha avviato la raccolta delle firme per abolire questo strumento. Il Carroccio con una interrogazione in commissione Lavoro alla Camera, ha già fatto sapere di non accettare la decisione del governo – che invece viene difesa dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando – di estendere l’una tantum ai percettori del sussidio invece di destinare le stesse risorse al sostegno delle famiglie monoreddito.

Per il decreto le votazioni in Commissione dovrebbero entrare nel vivo attorno al 20 giugno con l'obiettivo di garantire l’ok di Montecitorio entro il 16 luglio. Tra i ritocchi in arrivo dai partiti ci saranno anche quelli per salvaguardare meglio il potere d’acquisto delle pensioni dall’aggressione dell'inflazione. Si tratta di uno dei cavalli di battaglia dei sindacati che chiedono anche di riaprire il confronto su tutto il capitolo della previdenza per evitare che all’inizio del 2023, con lo stop a Quota 102, si torni alla legge Fornero in versione integrale.

Un duro confronto è anche quello che si attende in occasione dell’imminente passaggio alla Camera, dopo il primo sì del Senato, della delega per la concorrenza. A Montecitorio dovranno essere sciolti molti nodi rimasti in sospeso, come quelli sui trasporti pubblici locali e la riorganizzazione dei taxi su cui i partiti, soprattutto quelli di centrodestra, hanno già annunciato battaglia. Lo spazio per le mediazioni non sarà molto, anche perché il provvedimento dovrebbe essere approvato definitivamente non oltre la prima metà di luglio.



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