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L'Ecopillola di Andrea Ferretti: la non-proposta della Commissione sul tetto al prezzo del gas

Economia ·
(Teleborsa) - La "non-proposta" della Commissione europea sul tetto al prezzo del gas è al centro dell'ultima Ecopillola di Andrea Ferretti, economista e docente del Master in Scienze economiche e bancarie alla Luiss Guido Carli, che analizza punto per punto la questione, relativa alla necessità di calmierare il mercato energetico.



Punto 1 - Lo Stato dell'arte

Dopo sei mesi di ragionamenti, la Commissione europea ha presentato una proposta sul tetto al prezzo del gas che in gergo diplomatico si piò definire irricevibile. E, infatti, è stata respinta sia dai popoli del Nord contrari al tetto sia dai 15 paesi fautori dl tetto, come Italia, Francia, Spagna, Portogallo ed altri. Di conseguenza, nulla di fatto e tutto rimandato al summit europeo di metà dicembre.

Punto 2 - Una proposta inutile

La proposta della Commissione prevedeva che il tetto al prezzo del gas sarebbe scattato al superamento di determinate soglie. Fra queste soglie, il superamento per due settimane consecutive della soglia dei 275 euro per mwh misurato sul TTF, la borsa del gas del mercato di Amsterdam. Peccato che questa soglia non è mai stata superata ad oggi, nemmeno nei picchi di agosto, e peccato che tutti sono concordi sul fatto che si tratta di una soglia molto difficilmente raggiungibile, se non in occasione di eventi del tutto catastrofici. In partica, è come se, volendo tutelare gli automobilisti da caro benzina, si decidesse di fissare un tetto massimo di 4 euro al litro.



Punto 3 - Una proposta dannosa

In effetti, la proposta della Commissione, oltre che inutile, è anche potenzialmente dannosa per due motivi. Il primo motivo è che, nonostante la proposta sia nata morta, ha subito scatenato la reazione russa che ha minacciato di chiudere definitivamente i rubinetti di gas e petrolio a tutti quei paesi che avessero accettato il tetto in esame; la conseguente dose di incertezza iniettata nei mercati ha subito fatto salire il prezzo del gas dell'8%. Il secondo motivo è che, fissando un tetto così alto, si rischia di spingere i prezzi verso questo limite e di invogliare anche la speculazione a testare, usando un gergo borsistico, a testare la resistenza dei 275 euro.

Punto 4 - La proposta italiana

Data la "Non-proposta" della Commissione europea, diventa sempre più interessante la proposta italiana di un tetto dinamico al prezzo del gas. In sostanza, invece che fissare un tetto massimo al prezzo del gas, si fisserebbe un corridoio all'interno del quale questo prezzo potrebbe fluttuare attorno ad un parametro base, ad esempio prezzo del gas naturale liquefatto (GNL) più o meno 5%. L'importante è che il parametro prescelto sia più stabile del TTF di Amsterdam. che nei momento di emergenza ha dato segnali di isterismo speculativo. Così facendo, senza violentare l'incontro fra domanda ed offerta con un tetto massimo, si eviterebbero le oscillazioni eccessive e si terrebbe a bada la speculazione.
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