(Teleborsa) - La
Manovra finanziaria 2027 si presenta come un
intervento equilibrato da circa 26 miliardi di euro, mirato a sostenere sanità, imprese, famiglie e ceto medio. E' quanto sottolinea l'economista
Andrea Ferretti nell'ultima
Ecopillola, facendo una "prima analisi su punti di forza e punti di debolezza" della Manovra 2027.
1 - La Manovra in generaleSi tratta di una Manovra, modificabile in Parlamento, da circa
26 miliardi, che prevede, oltre ad interventi nel settore della
difesa e dell'
energia, anche misure di sostegno alla
sanità, alle
imprese, alle
famiglie e al
potere d'acquisto. Volendo concentrarci sul capitolo imprese e sostegno al potere d'acquisto, le principali misure contenute nella Manovra sono:
1) sul fronte delle
imprese è stato incrementato fino a 2,4 miliardi lo stanziamento per la
ZES unica per il Sud, la zona economica speciale nell'ambito della quale le aziende godono di vantaggi fiscali e amministrativi;
2) per quanto riguarda gli
autonomi e i professionisti è stato elevato da 85.000 a 100.000 euro il tetto dei ricavi che consente l'applicazione di una
flat tax al 15%;
3) sul
lato fiscale e del potere d'acquisto, la Manovra prevede, tra l'altro, la
riduzione dell'aliquota IRPEF dal 43% al 33% per i redditi fino a 55.000 euro.
2) La copertura della ManovraLa Manovra sarà
coperta per oltre 14 miliardi da deficit straordinario, concesso dalla Commissione europea per il finanziamento di interventi nel comparto della difesa e dell'energia, per
5-6 miliardi dal contributo, non proprio volontario, di
banche e assicurazioni e, per la restante parte, da riduzioni delle spese dei ministeri, nonché da contributi del settore energetico e del comparto dei giochi.
3) Analisi punti di forza e punti di debolezza
Punti di forza -
1) Considerando l'attuale scenario di massima incertezza, questa Manovra
non deve essere una manovra coraggiosa ma una manovra equilibrata. In quest'ottica, verosimilmente, il governo ha fatto tutto ciò che si poteva fare a sostegno di imprese e famiglie, ma sempre con l'imperativo di
uscire al più presto dalla procedura di infrazione sul deficit e di non dissipare la fiducia dei mercati sulla tenuta dei nostri conti.
2) Finalmente, la manovra inizia a guardare anche al
sostegno del ceto medio, ad esempio con la citata riduzione dell'aliquota Irpef per i redditi fino a 55.000 euro. Non è certo una misura dirompente, ma importante, perché diretta a una fascia di contribuenti che, per sua natura, è proprio quella che
meglio riesce a trasformare la riduzione della tassazione in un incremento dei consumi e quindi in un incremento del PIL.
Punti di debolezza - La nota delicata riguarda invece il
capitolo banche, che insieme alle assicurazioni, sono i principali finanziatori di questa manovra. In quest'ambito, ciò che andrebbe assolutamente evitato è
richiedere ormai ogni anno al settore bancario, con modalità sempre diverse e senza accordi preventivi,
contributi straordinari. E questo banalmente per tre motivi:
1) eccessive imposizioni al sistema bancario possono rendere
più difficoltoso l'accesso al credito per le nostre PMI storicamente molto dipendenti dalle banche;
2) soprattutto nei momenti di tensione, i
massicci acquisti di titoli di Stato da parte delle banche sono stati assolutamente determinanti per stabilizzare il nostro debito pubblico e arginare attacchi speculativi;
3) l'incertezza derivante dalla richiesta di inaspettati contributi straordinari può incidere sulla propensione degli investitori, specialmente esteri, a
investire nelle nostre banche.