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Ex Ilva, bocciato piano salvataggio Morselli

Per l'esperto del Tribunale: "Senza azionisti coesi l’azienda non può essere primario partner industriale"

Economia
Ex Ilva, bocciato piano salvataggio Morselli
(Teleborsa) - "Senza un accordo tra gli azionisti che si impegnino a versare risorse finanziarie nell’azienda non è possibile andare avanti": nel delicato dossier dell'ex Ilva prende sempre più quota l’amministrazione straordinaria (preceduta dallo stato di insolvenza), cui, tra l'altro, i recenti decreti del Governo hanno aperto la strada.
Cesare Giuseppe Meroni, l’esperto designato dal giudice per gestire la composizione negoziata della crisi di Acciaierie d’Italia (la società che prende in affitto gli stabilimenti dell’ex Ilva e li fa andare avanti) boccia il piano di salvataggio dell' ad Adi, Lucia Morselli.


Per l'esperto del Tribunale " Non è ipotizzabile, quanto meno nel brevissimo periodo, il raggiungimento di un accordo tra Invitalia e ArcelorMittal idoneo ad assicurare quel sostegno finanziario indispensabile a garantire la continuità aziendale". "Pare difficile ipotizzare che, in assenza di una compagine sociale coesa, AdI possa accedere alle ingenti (e urgenti) risorse finanziarie previste dal piano nonché poter continuare ad essere un primario partner industriale di società italiane ed europee".

Ieri intanto l'amministratore delegato di Acciaierie d'Italia, Lucia Morselli, ha incontrato all'esterno dello stabilimento di Taranto gli imprenditori dell'indotto che da settimane protestano in presidio.

"Penso che sappiate qual è la situazione, penso che sappiate che ci sono grandi partite che si stanno giocando a livello molto elevato, a livello di governo e di tutti gli altri soci e penso che stiano arrivando ad una soluzione", detto l'Ad che ha parlato di "ultimo miglio di questo percorso complesso. Il lavoro che si sta facendo lo fanno a livello di grandi potenti. Noi ascoltiamo, diamo una mano, ma sono loro che devono decidere".

"Sono sicura - ha aggiunto Morselli - che la decisione è molto veloce e molto rapida. Si tratta di resistere ancora un poco. Questo è uno stabilimento talmente importante che bisogna lasciare il tempo di prendere una decisione". "Quello che io ho fatto con i mezzi che ho avuto - ha proseguito - è di tenere acceso lo stabilimento. L'ho disperatamente voluto tenere acceso e continuo a tenerlo acceso, con i mezzi che ho e che consentono, non appena ci sono le risorse, di fare quello che vuole. Questo è quello che sto facendo, tenerlo pronto, per non pregiudicare la sicurezza. Lo so che sta lavorando non tanto, ma è il prezzo perché sia vivo. Ed è vivo e pronto per quando ci saranno le scelte finali per farlo tornare quello che può essere".
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