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Tpl, Istat: cresce la rete di metropolitane in Italia, ferme quelle di tram e filobus

Economia
Tpl, Istat: cresce la rete di metropolitane in Italia, ferme quelle di tram e filobus
(Teleborsa) - In base agli ultimi dati Istat pubblicati nel report dedicato all'Ambiente urbano nel 2022 è cresciuta in Italia la rete della metropolitana (+3,2% rispetto al 2021) mentre si ferma l'espansione delle reti di tram e filobus. Complessivamente nei 109 comuni capoluogo sono in esercizio 362 km di tramvie, 315 di filovie e 197 di metropolitana (rispettivamente in 13, 12 e 7 città). In media, ogni 100 km quadrati di superficie urbanizzata si contano 9,3 km di tramvie (30,2 nel Nord-ovest), 8,1 km di filovie (14,9 nel Nord-est) e 5,1 km di metropolitana (14,6 nel Nord-ovest). Tra i capoluoghi di città metropolitana, la densità delle reti sale a 22,9 km/100 km quadrati per il tram, 13,3 per il filobus e 12,2 per la metropolitana.

Negli ultimi cinque anni, l'estensione complessiva di queste infrastrutture è cresciuta dell'8%, soprattutto grazie allo sviluppo delle filovie (+26,7% rispetto al 2017). Poiché gli autobus forniscono quasi il 60% dell'offerta di Tpl disponibile nei capoluoghi (e più del 90% fuori dalle città metropolitane) la loro conformità agli standard di emissione più avanzati è fondamentale per la sostenibilità della mobilità urbana.

Nel 2022 si registra un lieve calo del numero complessivo di autobus in esercizio (-3,2%), risultante da una riduzione del 20% dei veicoli più obsoleti (Euro 4 o precedenti) e del 10,3% dei veicoli Euro 5, e da un contemporaneo incremento del 12,7% dei veicoli Euro 6 o elettrici (a emissioni zero). In cinque anni, la quota di autobus in classe Euro 6 o a emissioni zero è quasi triplicata, passando dal 16,9% del 2017 al 48,5%, colmando, peraltro, i divari che penalizzavano le città del Mezzogiorno e i capoluoghi metropolitani. Nonostante ciò, l'obsolescenza del parco circolante resta una criticità, dato che oltre la metà degli autobus in esercizio appartiene ancora alla classe Euro 5 (30,5%, immatricolati da almeno 10 anni) o alle precedenti (21%, immatricolati da almeno 15 anni).

Netto peggioramento della qualità dell'aria nei comuni capoluogo: aumentano le concentrazioni di polveri sottili e ozono, sempre più critica la situazione del Nord.
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