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Digitale italiano a 84,4 miliardi, ma resta divario con PMI

Anitec-Assinform: +3,4% nel 2025 e servizi ICT +8,1%, con le piccole imprese in ritardo

Economia
Digitale italiano a 84,4 miliardi, ma resta divario con PMI
(Teleborsa) - Il mercato digitale italiano ha raggiunto nel 2025 un valore di 84,4 miliardi di euro, in crescita del 3,4% rispetto all'anno precedente e a un ritmo superiore a quello del prodotto interno lordo. Il dato emerge dal rapporto «Il Digitale in Italia 2026" presentato da Anitec-Assinform il 1° luglio scorso, che registra un +8,1% per i servizi ICT, saliti a 18,8 miliardi, un +4,1% per software e soluzioni ICT a 9,8 miliardi, un +12% per la cybersecurity a 2,24 miliardi e un +47,6% per l'intelligenza artificiale, il cui giro d'affari si attesta a 1,38 miliardi. Per il 2026 l'associazione stima una crescita del 3,7% fino a 87,4 miliardi, a fronte di una previsione di PIL allo 0,7% formulata da Banca d'Italia nello scenario base di aprile, con un tasso composto annuo del 3,6% che porterebbe il comparto a 97,7 miliardi nel 2029.

Dietro l'aggregato, però, la fotografia è meno uniforme. Lo stesso rapporto rileva che «permane un forte divario tra grandi imprese e PMI" nell'adozione delle tecnologie: nel 2025 l'intelligenza artificiale risulta utilizzata dal 16,4% delle aziende italiane, una quota concentrata soprattutto nelle organizzazioni strutturate. L'ecosistema che dovrebbe servire questa domanda conta 132.832 imprese e 638.150 addetti, ai quali si aggiungono le 10.754 startup e PMI innovative del comparto ICT censite nel primo semestre 2026, con oltre 52.000 occupati.

Il tema del divario si intreccia con quello della modalità di accesso ai beni strumentali. Secondo il rapporto annuale Assilea presentato il 12 maggio 2026, l'Italia registra un'intensità degli investimenti in beni strumentali e mezzi di trasporto pari al 16%, contro una media europea del 28%. Il leasing ha chiuso il 2025 con 36 miliardi di stipulato, in aumento del 5,8% e raddoppiato rispetto ai 17 miliardi del 2015, mentre il primo trimestre 2026 segna un +3,5%.

La formula del noleggio ha trovato la sua applicazione più matura nell'automotive, dove però i numeri più recenti raccontano una dinamica articolata. Il 25° Rapporto ANIASA-Dataforce, presentato il 5 maggio 2026, attribuisce al settore 17 miliardi di giro d'affari nel 2025, una flotta di 1,5 milioni di veicoli e 526.500 immatricolazioni, in crescita dell'11%. Nel secondo trimestre 2026, tuttavia, il comparto cresce del 3,3% con una quota del 33,1% sulle immatricolazioni complessive, ma la spinta arriva interamente dal noleggio a breve termine (+23,7%), mentre il lungo termine — la formula concettualmente più vicina al noleggio operativo dei beni informatici — arretra del 4,1%, dopo un primo trimestre già in calo.

È in questo contesto che si colloca l'esperienza di G8A Technology, società con sede in provincia di Varese e uffici a Milano e Lecco, fondata quindici anni fa dai fratelli Antonio e Giuseppe Arrigo, che ha costruito la propria offerta attorno a una formula definita «noleggio assistito": un canone che comprende hardware, software, antivirus, monitoraggio remoto e un tecnico di riferimento raggiungibile per telefono o via messaggistica. «Il cliente voleva un numero, una soluzione", spiega Antonio Arrigo. "Con una vendita tradizionale non si può fare, perché ti vendono un prodotto con la sua garanzia, ma non puoi sentire ogni giorno una persona per qualsiasi problema informatico".

Il nodo che l'azienda dichiara di voler affrontare è quello della variabilità della spesa. «Il problema in realtà è la non prevedibilità", sostiene Arrigo. «Posso comprare un computer, ma se non ho chi me lo configura o chi chiamare per qualsiasi problema tecnico mi diventa un costo continuo. Con il noleggio assistito invece io so che spendo una certa cifra, ma so che ho una copertura totale". Il paragone che l'imprenditore utilizza è quello assicurativo: "E' un po' come l'assicurazione. A nessuno fa piacere pagarla, però quando succede qualcosa ti fa piacere che qualcuno ti copra alle spalle". Il contratto prevede la sostituzione della macchina in caso di guasto, il recupero dei dati e il rinnovo automatico dell'hardware ogni tre anni.

Sul piano organizzativo la società assembla internamente le postazioni fornite ai clienti. "I computer che hanno i clienti li assembliamo noi, proprio per evitare di avere garanzie esterne o intermediari. Facciamo tutto noi così il cliente sa a chi rivolgersi", afferma Arrigo. Attorno al nucleo originario sono stati costruiti rami con marchi distinti — riparazione dei dispositivi, consumabili per la stampa, connettività — oltre a una divisione cloud e a una dedicata all'intelligenza artificiale; l'azienda ha inoltre assunto il ruolo di operatore di telefonia, estendendo la stessa logica contrattuale alla connessione internet. «Se non va internet, chiami il tuo tecnico di riferimento, che è lo stesso che gestisce il computer e ti fa una diagnostica vera: si collega sul computer, si collega sul router, vede che cosa non va", osserva Arrigo. "Non è il classico operatore che ti dice hai riavviato il router".

Nelle imprese con più addetti, secondo l'imprenditore, l'effetto riguarda l'organizzazione interna prima ancora della spesa: «Soprattutto quando si hanno molti dipendenti, è importante avere un riferimento tecnico, alleggerisce il carico mentale dell'imprenditore". Resta tuttavia una resistenza che lo stesso Arrigo non nasconde: "Quello che blocca molto il noleggio è il fatto di dover pagare ogni mese. Però ho molti clienti che hanno provato e si sono ricreduti".

Il quadro statistico, però, non consente al momento di misurare il fenomeno. Non esistono rilevazioni dedicate al noleggio operativo di beni informatici comparabili a quelle disponibili per l'automotive o per il leasing strumentale, e l'analogia con il settore dei veicoli va maneggiata con cautela proprio perché i dati ANIASA più recenti segnalano una flessione del lungo termine. La stessa Anitec-Assinform, nel registrare la crescita del mercato, indica il divario tra grandi imprese e PMI come elemento persistente e non come questione in via di risoluzione: un dato che descrive la dimensione del problema, non l'efficacia di una specifica risposta commerciale.

G8A Technology non ha reso noti dati di bilancio, numero di clienti o contratti attivi, elementi che consentirebbero di collocare l'esperienza nel contesto di comparto. La società dichiara cinque sedi operative in Lombardia e progetti di ampliamento dell'offerta e della copertura territoriale.

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