Stellantis, Equita taglia target price: il FCF può essere il catayst principale della trimestrale
(Teleborsa) - Equita ha abbassato a 5,50 euro per azione (-8%) il target price su Stellantis, colosso italo-francese dell'atutomotive, confermando la raccomandazione "Hold" sul titolo. Alla luce dei volumi sell-in del terzo trimestre comunicati il 13 ottobre (-1%, leggermente inferiore alle attese), il broker ha limato le stime FY26-27 (pur restando sopra il consensus).
Secondo Equita, il FCF può essere il catayst principale dei risultati del terzo trimestre. Al proposito segnala che: è risaputo che il terzo trimestre assorbe cash per motivi stagionali (tuttavia non sono disponibili serie storiche sulla performance trimestrale in quanto Stellantis ha cominciato a pubblicare dati trimestrali completi solo da quest'anno); nel terzo trimestre 2025 il FCF è stato negativo per 4,3 miliardi di euro (non impattato da rilevanti fattori non ricorrenti) di cui 2,3 miliardi di euro assorbiti dal NWC nonostante volumi in crescita del 13% YoY (tipicamente volumi in crescita sono un driver favorevole per società che lavorano con NWC negativo); il FCF del terzo trimestre 2026 è penalizzato da volumi in calo dell'1% con effetto negativo sia su adj. EBIT che assorbimento del NWC, maggiori capex rispetto dal primo semestre, residuo cash-out per gli accantonamenti registrati nel secondo semestre 2025, maggiori costi logistici e di RM che gonfiano ulteriormente il NWC.
Per questi motivi Equita stima che il FCF del terzo trimestre 2026 assorba 4,5 miliardi di euro, portando la liquidità intorno a 5,5 miliardi di euro. Come conseguenza "riteniamo che il focus di molti investitori possa tornare sulla struttura finanziaria - si legge nella ricerca - Per noi nel breve termine non c'è il rischio stress finanziario in quanto: il ratio liquidità su fatturato nel terzo trimestre stimiamo sia al 27% (assumendo linee di credito inutilizzate e factoring stabili), all'interno dell'intervallo target 25-30%; recentemente (a marzo) sono stati emessi 5 miliardi di euro di bond perpetui; nel quarto trimestre è atteso un recupero sia per l'usuale stagionalità favorevole che per la crescita dei volumi grazie ai nuovi modelli e il crescente contributo da taglio dei costi tuttavia, la limitata visibilità a livello macro/geopolitico impone cautela".
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