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La Bank of Japan conferma tassi d'interesse all'1,25% e accelera vendite ETF

La decisione è stata votata a maggioranza in considerazione di un'inflazione che si conferma attorno al target del 2%

Finanza
La Bank of Japan conferma tassi d'interesse all'1,25% e accelera vendite ETF
(Teleborsa) - La Bank of Japan come ampiamente attese ha mantenuto fermi i tassi di interesse, confermando un tasso interbancario all'1,25%, in considerazione di un'inflazione di fondo, che esclude alimentari freschi ed energia, che si è posizionata su un livello "generalmente coerente con l'obiettivo di stabilità dei prezzi del 2% e si prevede che si mantenga intorno a tale livello".

La riunione della BoJ arriva subito dopo la pubblicazione del dato sui prezzi al consumo per l'area di Tokyo, che solitamente funge da indicatore chiave per l'inflazione nazionale, e che viene confermata al di sopra del target del 2% ad ottobre. La decisione di mantenere fermi i tassi di interesse è stata votata a maggioranza di otto membri su nove, mentre l'unico a votare contro, Takata Hajime, aveva votato per un ulteriore rialzo di 25 punti base.

Più che raddoppiate le vendite di ETF

La BoJ ha inoltre annunciato un'accelerazione delle vendite degli ETF acquisiti durante il periodo di massimo accomodamento monetario, annunciando che a partire da gennaio 2027, adotterà il ritmo annuo di vendita di ETF di circa 860 miliardi di yen, pari allo 0,1% del volume di scambi sul mercato azionario, risultando più del doppio rispetto ai 330 miliardi di yen acquistati in precedenza, che rappresentavano lo 0,05% del volume di scambi sul mercato. Queste vendite si tradurranno in un ulteriore inasprimento della politica monetaria, che ha invertito nettamente la linea ultra-espansiva mantenuta per anni, per contenere un'inflazione sempre più persistente.

Le nuove previsioni della banca centrale

La BoJ ha rivisto al ribasso le previsioni sull'inflazione per l'anno fiscale che si concluderà a marzo 2027, indicando un'inflazione compresa tra il 2,4% e il 2,5%, rispetto ad una precedente stima che indicava un intervallo tra il 2,3% e il 2,6%. Inoltre, la banca centrale ha segnalato l'esistenza di un "rischio che le aspettative di inflazione a medio-lungo termine aumentino e che l'inflazione di fondo, misurata dall'indice dei prezzi al consumo si discosti al rialzo, superando l'obiettivo di stabilità dei prezzi del 2%", a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia, della domanda legata all'intelligenza artificiale e della debolezza dello yen.

L'autorità monetaria giapponese invece mantiene una view positiva sull'economia e prevede che il PIL continuerà a crescere moderatamente, seppur ad un ritmo più lento. Di conseguenza, sono state riviste al rialzo le previsioni sul PIL per l'anno fiscale a marzo 2027, ad un range dello 0,7-0,8% rispetto al precedente intervallo dello 0,6-0,7%.

Lo yen si rafforza sul mercato


In scia alle decisioni della Bank of Japan, lo yen si è rafforzato sul mercato valutario, attestandosi contro il dollaro (USD/YEN) fino ad un livello di 157,16 (-0,35%), per poi ritornare a galla e posizionarsi a 157,61 (-0,06%). Per la settimana, tuttavia, il cambio dollaro/yen fa segnare un +0,48% confermando una certa debolezza della valuta nipponica. Il mercato azionario giapponese, invece, ha reagito nervosamente ed ha esteso le perdite sino al 2,3% a causa del persistente crollo dei titoli tecnologici.

Le attese del mercato indicano l'aspettativa di ulteriori rialzi dei tassi, il prossimo probabilmente si avrà nell'ultima riuinione dell'anno a dicembre.
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