Rischi informatici, Siani (Bankitalia): fornitori terzi dietro quasi il 60% delle segnalazioni
In audizione il capo della Vigilanza Giuseppe Siani ha segnalato che nel 2025 sono stati registrati 101 incidenti gravi. Agli intermediari chiesti piani sull'IA entro fine 2026
(Teleborsa) - Il rischio informatico non è più un problema esclusivamente tecnico, ma investe l'operatività finanziaria. Per questo la solidità tecnologica ha assunto un rilievo pari a quello dell'equilibrio economico-patrimoniale. Lo ha affermato Giuseppe Siani, Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.
Dalla sua relazione è emerso che, nel 2025, gli intermediari nazionali hanno registrato 101 incidenti ICT classificati come "gravi", oggetto di 137 segnalazioni, dovuti in larga misura a malfunzionamenti del software e problemi di rete. In circa il 70% dei casi ne è emersa una interruzione dei servizi, mentre gli eventi legati alla sicurezza cibernetica hanno rappresentato il 23% del totale. I fornitori ICT risultano coinvolti in oltre la metà degli episodi. Nei primi nove mesi del 2026 le segnalazioni sono state 92, relative a 68 eventi. Circa un quarto ha riguardato la sicurezza cibernetica e quasi il 60% è riconducibile a fornitori terzi.
I Registri delle informazioni trasmessi alla Vigilanza censiscono circa 3.600 fornitori e subfornitori, con catene fino a cinque livelli. I contratti sono circa 9.600, per oltre 2,6 miliardi di euro di spesa annua. Circa la metà dei rapporti sostiene funzioni critiche o importanti. L'elenco europeo dei fornitori ICT critici comprende diciannove operatori, nessuno dei quali italiano.
Il regolamento europeo DORA si articola in cinque "pilastri". Nel dicembre 2024 la Banca d'Italia ha chiesto agli intermediari un'autovalutazione sul livello di adeguamento. I risultati indicano progressi, ma anche l'esigenza di rafforzare i sistemi di controllo, la sicurezza delle infrastrutture e i contratti con i fornitori. Sui modelli di intelligenza artificiale, la Vigilanza ha chiesto agli intermediari direttamente vigilati di definire un piano di interventi entro la fine del 2026. Quasi tutte le banche meno significative che hanno partecipato alla raccolta dati del 2026 dichiarano di disporre di una "strategia digitale".
Sul fronte delle frodi, nel 2025 le controversie presso l'Arbitro Bancario Finanziario relative a utilizzi fraudolenti sono cresciute del 21%. Siani ha richiamato le campagne di sensibilizzazione "I Navigati Informati e Sicuri" e citato i protocolli di collaborazione in corso di definizione con Consob, IVASS, COVIP, ACN e Guardia di Finanza.
"Il rispetto formale delle regole non basta", ha concluso Siani. Secondo il dirigente, la resilienza è un obiettivo aziendale prioritario e richiede il pieno coinvolgimento dei vertici. Il suo rafforzamento è una responsabilità condivisa tra intermediari, fornitori tecnologici e Autorità.
```