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Praemium Imperiale 2026, a Tokyo la cerimonia di premiazione

La Principessa Hitachi ha consegnato i riconoscimenti a Jenny Holzer, Andy Goldsworthy, Daniel Libeskind e Cate Blanchett. Premiato anche il direttore d'orchestra Herbert Blomstedt. Alla cerimonia presenti Paolo Gentiloni e Lamberto Dini

Cultura, Economia
Praemium Imperiale 2026, a Tokyo la cerimonia di premiazione
(Teleborsa) - Si è svolta a Tokyo, nella prestigiosa cornice del Meiji Kinenkan, la cerimonia di premiazione della 37ª edizione del Praemium Imperiale, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali dedicati alle arti, promosso dalla Japan Art Association. A consegnare i premi è stata Sua Altezza Imperiale la Principessa Hitachi, in rappresentanza del Principe Hitachi, Patrono onorario dell'Associazione.

Cinque i protagonisti dell'edizione 2026, espressione di altrettanti linguaggi artistici: Jenny Holzer per la pittura, Andy Goldsworthy per la scultura, Daniel Libeskind per l'architettura, Herbert Blomstedt per la musica e Cate Blanchett per il teatro e il cinema.

Al centro della cerimonia, alla quale hanno partecipato circa 200 ospiti tra personalità istituzionali, diplomatici e rappresentanti del mondo culturale internazionale, il ruolo dell'arte come strumento di dialogo e di avvicinamento tra i popoli, in uno scenario globale segnato da conflitti e tensioni.

Un messaggio ribadito da Paolo Gentiloni, già Presidente del Consiglio italiano e nuovo Consigliere internazionale del Praemium Imperiale, intervenuto durante la cerimonia: "In un’epoca in cui tanta attenzione è rivolta a ciò che separa le nazioni e i popoli, celebriamo ciò che li unisce. Difendiamo la libertà di espressione artistica, incoraggiamo l’incontro tra le culture e investiamo nella creatività delle giovani generazioni. Soprattutto, ricordiamoci che le arti offrono qualcosa di cui il mondo ha urgente bisogno: la capacità di riconoscerci negli altri".

Un richiamo al valore universale della cultura condiviso anche dal Presidente della Japan Art Association, Hisashi Hieda, che ha sottolineato la capacità dell'arte di costruire ponti verso la pace e di contribuire a superare le divisioni.

A nome dei cinque premiati è intervenuto l'architetto Daniel Libeskind, che ha richiamato il ruolo delle arti nella costruzione e nella trasmissione della memoria collettiva: "Molto tempo dopo che le civiltà sono cambiate – ha detto – sono spesso la loro architettura, la musica, la pittura, la scultura e il teatro a raccontare la storia di quelle civiltà. Le Arti ci dicono non solo come vivono le persone, ma a cosa danno valore, cosa ricordano e cosa sperano». Un patrimonio che assume un significato ancora più importante nell'attuale scenario internazionale, come ha sottolineato lo stesso architetto: «L'arte può ispirarci, ricordarci la nostra umanità condivisa e la nostra responsabilità verso il pianeta di costruire un mondo migliore attraverso le arti. Grazie per questo grande onore e per la vostra duratura fiducia nell'importanza delle arti".

Alla premiazione ha preso parte anche Lamberto Dini, già Presidente del Consiglio e recentemente nominato Consigliere onorario del Praemium Imperiale, che nel corso della conferenza stampa organizzata all'hotel The Okura Tokyo ha sottolineato l'originalità quale tratto distintivo dei cinque vincitori: «Desidero rendere omaggio ai vincitori di quest’anno, esprimendo il mio rispetto e la mia ammirazione per le loro opere e interpretazioni straordinarie, che hanno conferito loro fama internazionale. Osservando le loro espressioni artistiche, ritengo che un importante elemento distintivo sia la loro originalità».

Alla cerimonia sono intervenuti inoltre i nuovi Consiglieri internazionali Patricia Barbizet e Fumio Kishida, mentre Hillary Rodham Clinton e Lord Patten of Barnes hanno inviato messaggi di congratulazioni.

Con questa 37ª edizione, il Praemium Imperiale rinnova il proprio impegno nella valorizzazione dell'eccellenza artistica internazionale, riaffermando il ruolo della cultura non soltanto come espressione creativa, ma anche come strumento di confronto, comprensione reciproca e dialogo tra le nazioni.

(Foto: The Japan Art Association, The Sankei Shimbun)
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