La revisione europea di MiCA potrebbe ampliare e chiarire le regole applicate al mercato delle cripto-attività, soprattutto nei settori che si sono sviluppati rapidamente dopo l’approvazione del regolamento. La Commissione sta esaminando soprattutto le aree nelle quali l’evoluzione del mercato ha fatto emergere nuovi problemi, dalle stablecoin ai servizi decentralizzati, insieme alla classificazione dei token e alla tutela degli utenti.
Al momento in cui scriviamo queste modifiche sono ancora in fase di valutazione. La consultazione pubblica è già terminata: quella generale si è chiusa il 31 agosto 2026, mentre la consultazione tecnica mirata si è chiusa il 30 settembre 2026 e servirà a preparare il rapporto sull’applicazione di MiCA. Entro il 30 giugno 2027 la Commissione dovrà presentare il rapporto previsto dall’articolo 140 e potrà affiancargli una proposta legislativa qualora ritenga necessario modificare il regolamento.
Le regole attuali continuano quindi ad applicarsi. La revisione serve ora a capire dove il primo quadro europeo sulle cripto-attività richieda chiarimenti e quali attività emerse negli ultimi anni debbano essere disciplinate in modo più preciso.
Glossario MiCA: i termini da conoscere
Durante la lettura di questo articolo, potrete leggere alcuni termini che potrebbero risultarvi poco chiari o che, al contrario, conoscete alla perfezione. Il glossario che segue serve dunque a orientare i lettori meno esperti sul tema su concetti che, a una prima lettura, potrebbero risultare complessi.
| TERMINE | COSA SIGNIFICA |
| MiCA o MiCAR | Il regolamento europeo che disciplina le cripto-attività e i servizi collegati nell’UE. MiCA e MiCAR indicano lo stesso regolamento |
| Blockchain | Registro digitale condiviso nel quale le operazioni vengono registrate in blocchi collegati tra loro e conservate da una rete di partecipanti. È la tecnologia utilizzata per registrare e trasferire molte cripto-attività e può essere impiegata anche per rappresentare strumenti finanziari tradizionali |
| Stablecoin | Cripto-attività progettata per mantenere un valore relativamente stabile. MiCA distingue gli e-money token (EMT), collegati a una singola valuta ufficiale, dagli asset-referenced token (ART), che possono fare riferimento ad altre attività o a una combinazione di valori |
| CASP | Crypto-Asset Service Provider: operatore autorizzato a fornire professionalmente servizi sulle cripto-attività, come custodia, scambio, negoziazione o trasferimento |
| VASP | Virtual Asset Service Provider: denominazione utilizzata nel precedente regime italiano per gli operatori iscritti all’Organismo Agenti e Mediatori e tuttora presente nella terminologia internazionale |
| MiFID II | Normativa europea che disciplina servizi di investimento e strumenti finanziari tradizionali. Diventa rilevante quando un token presenta le caratteristiche di un’azione, un’obbligazione o un altro strumento finanziario |
| Tokenizzazione | Rappresentazione di un’attività o di un diritto attraverso un token registrato su blockchain |
| DeFi | Sta per Decentralised Finance, o finanza decentralizzata, ovvero servizi finanziari svolti attraverso protocolli basati su blockchain. MiCA esclude dal proprio campo di applicazione i servizi forniti in maniera completamente decentralizzata e privi di intermediari |
| Smart contract | Programma registrato su blockchain che esegue automaticamente determinate operazioni quando si verificano le condizioni previste dal codice |
| Staking | Utilizzo o delega di determinate cripto-attività per contribuire al funzionamento di blockchain basate su meccanismi proof of stake (un sistema nel quale i partecipanti mettono in staking determinate cripto-attività per contribuire alla convalida delle transazioni e al funzionamento della rete), generalmente in cambio di una remunerazione |
| Crypto lending e borrowing | Servizi attraverso i quali le cripto-attività vengono date o ottenute in prestito, spesso dietro pagamento di un rendimento e con l’impiego di garanzie |
| Schema multi-emittente | Modello nel quale una stablecoin coinvolge più soggetti emittenti, anche situati in Paesi diversi. La revisione esamina soprattutto come attribuire responsabilità per riserve e rimborsi |
| White paper | Documento informativo previsto da MiCA in diversi casi, nel quale vengono descritte la cripto-attività, le sue caratteristiche, il progetto e i principali rischi |
| ESMA ed EBA | ESMA è l’autorità europea dei mercati finanziari. EBA è l’autorità bancaria europea. Entrambe partecipano allo sviluppo e all’applicazione delle regole MiCA |
Che cosa prevede oggi il regolamento MiCA
Il Markets in Crypto-Assets Regulation, conosciuto come MiCA o MiCAR, ha creato una disciplina comune per le cripto-attività e i relativi servizi nell’Unione europea. Le norme sulle stablecoin hanno iniziato ad applicarsi il 30 giugno 2024, mentre il regolamento è diventato pienamente applicabile dal 30 dicembre 2024.
MiCA distingue principalmente gli e-money token, legati al valore di una singola valuta ufficiale, gli asset-referenced token, che possono prendere come riferimento altri valori o attività, e le altre cripto-attività comprese nell’ambito del regolamento.
Il quadro disciplina inoltre i Crypto-Asset Service Provider (CASP), cioè gli operatori che svolgono professionalmente servizi come la custodia, la negoziazione, l’esecuzione degli ordini e il trasferimento di cripto-attività. Costoro, per operare nel mercato europeo, devono rispettare specifici requisiti organizzativi e ottenere l’autorizzazione prevista da MiCA.
In Italia il regime transitorio utilizzato dagli operatori già iscritti come VASP è terminato il 30 giugno 2026. Dal 1° luglio la prestazione dei servizi soggetti a MiCA richiede quindi il nuovo regime autorizzativo previsto per i CASP o l’abilitazione applicabile agli intermediari finanziari già vigilati.
Perché l’Europa sta già rivedendo MiCA
MiCA è stato elaborato quando alcuni dei servizi oggi presenti sul mercato avevano dimensioni più contenute, cioè erano meno diffusi e raggiungevano un numero più limitato di utenti. Nel frattempo, sono cresciute la tokenizzazione degli strumenti finanziari e le attività legate alla DeFi, mentre staking e prestiti in cripto sono diventati accessibili a una platea più ampia.
Bisogna poi considerare che anche il quadro internazionale è cambiato: altri Paesi hanno introdotto o stanno preparando nuove discipline per stablecoin e attività digitali, mentre le banche e gli altri intermediari tradizionali stanno entrando più frequentemente nel settore.
La Commissione ha quindi aperto la revisione per verificare se i confini attuali di MiCA siano ancora adeguati e per individuare eventuali regole da semplificare. La consultazione riguarda sia le attività già disciplinate sia quelle rimaste fuori dal perimetro originario.
MiCA: come vengono classificati token e strumenti finanziari
Uno dei problemi principali riguarda la distinzione tra cripto-attività soggette a MiCA e strumenti finanziari soggetti alla normativa europea già prevista per investimenti e mercati, tra cui MiFID II.
La difficoltà emerge soprattutto quando la blockchain viene utilizzata per rappresentare attività che esistono già nel sistema finanziario. Un’obbligazione tokenizzata, per esempio, resta un’obbligazione: il fatto che venga emessa o trasferita attraverso una blockchain non la trasforma automaticamente in una cripto-attività soggetta a MiCA.
Esistono però casi nei quali la classificazione è meno immediata. Un token può rappresentare un’attività finanziaria sottostante oppure attribuire al possessore diritti simili a quelli offerti da strumenti già regolamentati. È il caso, per esempio, di alcune quote di fondi rappresentate tramite token o di cripto-attività costruite per replicare il valore e le caratteristiche di un altro asset. In situazioni di questo tipo occorre stabilire se applicare MiCA oppure le norme già previste per gli strumenti finanziari.
La revisione europea sta quindi valutando se i criteri attuali siano abbastanza chiari da produrre la stessa classificazione nei diversi Paesi dell’UE. ESMA propone regole più precise e la possibilità di intervenire con pareri vincolanti nei casi più controversi, così da ridurre il rischio che lo stesso prodotto venga trattato in modo diverso a seconda dello Stato in cui viene offerto.
Stablecoin: uno dei dossier principali della revisione
Una parte importante del lavoro riguarda le stablecoin, che MiCA distingue principalmente tra e-money token e asset-referenced token.
Il problema riguarda soprattutto chi deve garantire il rimborso agli utenti europei e quali attività devono essere mantenute a riserva per poter restituire il valore dei token anche in una fase di forti richieste. Se gli emittenti operano in Paesi diversi, occorre inoltre stabilire quali obblighi ricadano sulle entità europee e come coordinare le regole con quelle dei Paesi extra UE.
L’EBA ha indicato proprio i modelli multi-emittente delle stablecoin tra le aree nelle quali considera necessario rafforzare il quadro europeo.
Crypto lending e borrowing: cosa può cambiare con la revisione MiCA
Tra le attività che potrebbero ricevere regole più precise ci sono anche i servizi di crypto lending e borrowing, cioè quelli che permettono di prestare cripto-attività oppure di ottenerle in prestito.
In pratica, un utente può affidare le proprie cripto-attività a una piattaforma o a un protocollo per ottenere un rendimento. Il servizio può poi utilizzarle per concedere prestiti ad altri soggetti, che normalmente devono rispettare determinate condizioni e possono essere tenuti a depositare garanzie. Questi servizi possono essere offerti sia da piattaforme centralizzate sia attraverso protocolli DeFi.
Proprio perché coinvolgono attività affidate a un intermediario o bloccate all’interno di un protocollo, possono nascere problemi se la piattaforma incontra difficoltà finanziarie, se manca la liquidità sufficiente per soddisfare le richieste di rimborso oppure se le condizioni applicate non sono spiegate in modo chiaro agli utenti.
Per questo l’EBA propone di disciplinare espressamente il prestito di cripto-attività, introducendo regole più precise sulle informazioni da fornire ai clienti e sulla gestione dei token affidati alle piattaforme. Una futura modifica potrebbe quindi chiarire meglio quali obblighi debbano rispettare gli operatori e quali tutele debbano essere garantite a chi utilizza questi servizi.
Anche ESMA ritiene necessari requisiti specifici, calibrati sulle caratteristiche del servizio, e una maggiore trasparenza sulle condizioni economiche applicate agli utenti.
Staking e DeFi: cosa può cambiare con la revisione MiCA
La revisione riguarda anche lo staking e i servizi legati alla finanza decentralizzata (DeFi), due attività cresciute molto al di fuori dei modelli tradizionali degli intermediari finanziari.
Con lo staking, determinate cripto-attività vengono utilizzate per contribuire alla convalida delle operazioni su alcune blockchain e possono generare una ricompensa. Se l’utente svolge questa attività attraverso una piattaforma, è l’operatore a gestire il servizio per suo conto: da qui nasce la necessità di chiarirne responsabilità e obblighi informativi.
Per la DeFi il problema riguarda prima di tutto chi controlla realmente il servizio. Alcuni protocolli funzionano attraverso smart contract e meccanismi distribuiti, mentre in altri casi esistono sviluppatori, società o gruppi di soggetti che conservano la possibilità di modificare il protocollo, sospendere determinate funzioni oppure incidere sulle decisioni principali.
Si tratta di una distinzione importante perché MiCA oggi esclude i servizi forniti in maniera completamente decentralizzata e privi di intermediari. Il problema nasce quando il protocollo viene presentato come decentralizzato, ma esiste comunque un soggetto capace di controllarne funzioni o accesso. ESMA propone quindi criteri più precisi per capire quando un protocollo possa essere considerato realmente decentralizzato e quando, invece, debba essere ricondotto a un’attività regolamentata.
Un altro tema riguarda le piattaforme che permettono ai propri clienti di utilizzare protocolli DeFi attraverso un’interfaccia più semplice. ESMA propone quindi un servizio regolamentato specifico per i CASP che fanno da tramite tra il cliente e un protocollo DeFi. L’EBA concentra invece l’attenzione soprattutto sul lending decentralizzato, anche perché i CASP stanno rendendo questi servizi accessibili a utenti che prima avrebbero avuto bisogno di maggiori competenze tecniche.
Più attenzione a pubblicità e tutela degli utenti
La revisione potrebbe intervenire anche sul modo in cui le cripto-attività vengono presentate ai risparmiatori.
La Commissione ha chiesto pareri sulle promozioni effettuate attraverso social media e influencer e sull'utilizzo di tecniche promozionali che possono spingere l’utente a interagire con l’investimento come se fosse un gioco, riducendo la percezione del rischio. Tra le ipotesi esaminate figurano restrizioni specifiche per la promozione di cripto-attività particolarmente speculative.
ESMA propone inoltre una maggiore trasparenza sui costi sostenuti dai clienti e, allo stesso tempo, suggerisce di semplificare alcune procedure amministrative, tra cui quelle relative alla notifica dei white paper, cioè dei documenti informativi previsti per le cripto-attività, e alcune duplicazioni che interessano imprese già sottoposte a vigilanza finanziaria.
La revisione potrebbe quindi procedere in entrambe le direzioni: rafforzare alcune protezioni per gli utenti e alleggerire gli adempimenti che producono duplicazioni per gli operatori.
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