(Teleborsa) -
Rimbalza oltre i 5.000 dollari l'oro, dopo le pesanti vendite che la scorsa settimana hanno spinto il mercato a correggere di cirfca mille dollari in poche ore. Una doccia fredda che ha colto di sorpresa i piccoli investitori, ma non certo i professionisti della finanza. Questa settimana, come da rituale è
scattato un recupero del metallo prezioso, con il Future in consegna aprile che si è spinto a
5.077 con un rialzo del 2,88% rispetto alla vigilia. Ciò agigorna la performance ad una settimana a -4,57%, mentre la performance ad un mese resta largamente positiva (+17,23%).
Un rimbalzo attesoIl rimbalzo dell'oro era largamente atteso. Osservando gli ultimi
dati del COT (Commitment of Traders) datati 27 gennaio 2026, emerge che i
commercials hanno
liquidato le posizioni corte (-31.073) ed
aumentato le posizioni long (+10.331). Un segnale che indica una certa confidenza degli "addetti ai lavori" verso una
risalita del mercato. Al contrario, i
non-commercial, che rappresentano la
componente più speculativa del mercato, hanno
liquidato ogni posizione sia long (-43.672) sia short (-4.298) per
non trovarsi scoperti in vista del fine settimana. Un segnale di
cautela e carenza di liquidità.
Il dollaro torna ad apprezzarsiIl
dollaro ha continuato ad apprezzarsi, soprattutto contro l'euro, in risposta alla
nomina di Kevin Warsh alla Presidenza della Federal Reserve, letta dai mercato come
"hawkish", date le posizioni più caute recentemente espresse dal futuro Presidente. Il
dollar index si è portato a 97,34, mentre perde terreno
l'euro a 1,1818 USD, scontando
future mosse espansive della BCE, complice la frenata dell'inflazione. Di fronte ad un dollaro più forte, l'oro avrebbe dovuto perdere terreno, ma il mercato ha pressoché ignorato l'effetto cambi.
Le attese più degli analisti nel breve Nonostante la violenta correzione della scorsa settimana, l'oro si conferma un
asset rifugio e non può che trarre vantaggio dalla situazione di incertezza geopolitica e dalle variabili chiave dell'economia. Minor impatto dovrebbe avere l'inflazione, che tende ormai a valori ritenuti normali, a parte il possibile impatto dei dazi.
David Pascucci, market analyst di
XTB spiega che "i recenti ribassi" possono essere spiegati dalla
"forte volatilità sui massimi", che "ha spinto a
vuoti di liquidità che hanno comportato un difficile incontro tra domanda e offerta", mentre le vendite "hanno spinto ad
un’erosione dei margini di negoziazione, comportando
chiusure di posizioni forzate che hanno spinto a cali molto forti". "Al momento la
dinamica dei prezzi su base mensile rimane sorprendentemente
rialzista", sottolinea l'analista, ipotizzando che "il ritorno sui massimi assoluti intorno
area 5600 dollari l’oncia potrebbe risultare un vero e proprio
azzardo", mentre "l’area dei
4400 dollari l’oncia potrebbe rappresentare una
buona area supportiva per questo mese".