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Conti deposito: cosa sono, come funzionano e quali sono i migliori

Banche, Finanza · 30 gennaio 2026 - 18.00

Un conto deposito è un rapporto bancario pensato per remunerare la liquidità che non serve nell’immediato. Il denaro viene praticamente parcheggiato su un conto separato dal conto corrente operativo e matura interessi secondo un tasso definito dal contratto, con modalità diverse a seconda che il deposito sia libero o vincolato. In pratica, c’è molta meno operatività e più rendimento rispetto alla giacenza ferma su un conto corrente. Nella scelta di un buon conto deposito contano però alcuni dettagli importanti, come le tasse sugli interessi, l’imposta di bollo, i tempi di liquidazione, le regole di svincolo e la presenza (o meno) di spese accessorie. Anche la sicurezza merita la sua attenzione: i depositi bancari, infatti, hanno una protezione fino a 100.000 euro per depositante e per banca.

Rendimento conto deposito: come si forma

Il rendimento di un conto deposito nasce da un meccanismo molto semplice, la cui formula potremo sintetizzare in:

Capitale depositato x Tasso x Tempo

Un esempio pratico: se il capitale depositato è di 10.000 euro e il tasso annuo è del 3% (0,03) e la durata è di 1 anno, allora l’interesse sarà dato dal seguente calcolo:

10.000 x 0,03 x 1 = 300 €.

La differenza, nella pratica, sta in quando la banca riconosce gli interessi (mensile, trimestrale, semestrale, a scadenza) e in quali costi si mangiano parte del guadagno.

Per capire bene un’offerta proposta da una banca su un conto deposito bisogna distinguere tre livelli:

  • Tasso lordo: questo è più un numero da pubblicità, valido prima delle imposte. Il tasso netto sarà quindi inferiore.
  • Rendimento netto: ovvero, ciò che resta dopo la ritenuta fiscale sugli interessi.
  • Guadagno netto effettivo: il rendimento netto meno l’imposta di bollo e (se presenti) le spese extra.

In Italia gli interessi sono tassati con ritenuta del 26% e il conto deposito è soggetto a imposta di bollo proporzionale dello 0,20% annuo, calcolata sul saldo del periodo rendicontato (di norma fine anno o fine periodo).

Tabella riepilogativa: dal tasso lordo al guadagno netto

ElementoChe cos’èDa sapere
Tasso lordo Interesse annuo indicato nel contratto Serve solo come punto di partenza
Ritenuta 26% Trattenuta automatica sugli interessi Riduce subito il rendimento percepito
Bollo 0,20% Imposta proporzionale sul deposito Può ridurre molto il guadagno, soprattutto con tassi non elevati
Spese extra Canoni e piani, costi accessori In alcuni casi pesano più della differenza di tasso tra due offerte
Liquidazione degli interessi Quando vengono accreditati Se vengono accreditati in anticipo o periodicamente aiutano il flusso di cassa, mentre a scadenza è più semplice ma meno flessibile (ma rende di più)

Conto deposito e conto corrente: differenze

Il conto corrente rappresenta il nucleo dell’operatività economica quotidiana: da questo tipo di conto passano accrediti, pagamenti, bonifici, spese in entrata e in uscita, domiciliazioni.

Il conto deposito, invece, è l’opposto: ci sono poche operazioni e spesso sono limitate a versamento e prelievo, in cambio di un rendimento. In questo modo, il capitale diventa più stabile e più remunerabile.

Le differenze esistono anche tra conto deposito e conto corrente con interessi attivi: è bene specificarlo, perché quest’ultima tipologia di conto, dando interessi sulla somma in giacenza, può essere confusa con il primo. In realtà, il conto corrente con interessi attivi presenta l’operatività di un conto corrente e gli interessi attivi sono solo un extra, perché il denaro entra ed esce continuamente, è sempre disponibile e non è vincolato. Proprio per questo motivo, il tasso riconosciuto è più basso, perché la banca non può contare su quella liquidità nel tempo.

Tipologie conti deposito: quali sono e caratteristiche

Esistono diverse tipologie di conto deposito, come abbiamo già accennato nei paragrafi precedenti.

  • Conto deposito libero: è il deposito senza vincoli. I soldi restano prelevabili e quindi è molto flessibile. Proprio per questo, di solito, il tasso è più basso rispetto ai conti vincolati.
  • Conto deposito vincolato: qui il capitale viene bloccato per una durata specifica (6 mesi, 12 mesi, 24 mesi, solitamente fino a 60 mesi massimo). Il premio per il vincolo è un tasso più alto.
  • Conto deposito svincolabile: si tratta della via di mezzo, perché offre un vincolo sul deposito, ma con possibilità di uscita anticipata, in genere però con una penalizzazione.

Quale conto deposito scegliere in base alle nostre esigenze: tabella

OBIETTIVOTIPOLOGIA DI CONTOCOSA CONTROLLARE
Tenere liquidità pronta, ma remunerata Libero Periodicità degli interessi, eventuale canone o spese
Massimizzare il rendimento sul capitale non necessario Vincolato Eventuali regole di svincolo, durata, liquidazione (a scadenza o periodica)
Rendimento buono con uscita possibile Svincolabile Penalità, tempi di riaccredito del capitale, interessi in caso di estinzione

Un conto deposito è sicuro? Garanzie, limiti e cosa succede se una banca entra in crisi

Ora parliamo di protezione sui depositi, che è garantita fino a 100.000 euro per depositante e per banca (somma di conti e depositi presso lo stesso istituto). Se il conto è cointestato, la copertura si ripartisce tra i cointestatari.

Questo significa che oltre i 100.000 euro la parte eccedente non è coperta dalla tutela. Se si hanno somme superiori, forse bisognerebbe distribuire il capitale su più conti deposito per restare dentro la soglia sotto copertura.

Costi e tassazione dei conti deposito

Per capire bene come viene tassato un conto deposito bisogna capire cosa paghiamo realmente sugli interessi. Questi hanno una ritenuta del 26%, che viene applicata automaticamente. A questa va aggiunta anche l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul saldo del periodo rendicontato.

L’imposta di bollo, con tassi moderati, può pesare molto: ad esempio, su 30.000 euro, equivale a 60 euro l’anno. Questo significa che due offerte che hanno differenze minime di tasso possono ribaltarsi se una ha spese extra o condizioni meno favorevoli.

C’è poi un caso particolare da riconoscere subito: alcuni operatori non applicano trattenute alla fonte perché il prodotto segue regole diverse (è il caso, ad esempio, di rapporti esteri gestiti in dichiarazione). In questi casi la convenienza può essere alta, ma cambia la semplicità amministrativa, quindi va valutato con attenzione prima di aprire.

In altre parole, se il conto deposito è di una banca italiana, nella maggior parte dei casi la banca funge da sostituto d’imposta, quindi calcola le tasse, le trattiene e accredita l’interesse già netto.

Se gli operatori non applicano trattenute alla fonte perché il prodotto segue regole fiscali diverse. Se il rapporto è estero o strutturato in modo tale da richiedere la dichiarazione dei redditi da parte del cliente, gli interessi arrivano lordi, quindi bisogna dichiararli noi stessi e sempre noi dobbiamo calcolare e versare le imposte dovute.

Come scegliere un conto deposito oggi

Per scegliere bene un conto deposito dove parcheggiare una parte della nostra liquidità per avere un rendimento, bisogna fare un confronto tra le offerte attualmente disponibili sul mercato. In pratica, bisogna leggere la “scheda tecnica”, come quando stiamo acquistando un telefono o un TV: dobbiamo valutare il tasso, i costi, le regole operative.

La comparazione va fatta sul guadagno netto effettivo, quindi dopo imposte, bollo e spese. Poi bisogna considerare la disponibilità del capitale: se esiste una probabilità concreta di svincolo, un conto vincolato rigido potrebbe diventare controproducente.

Inoltre, bisogna valutare la possibilità dello svincolo. Alcuni vincoli non prevedono uscita, e in questo caso il rendimento del deposito, portato a scadenza, risulta più elevato. Altri la prevedono, ma penalizzano con una perdita totale degli interessi. Altri ancora, invece, riconoscono una parte.

Infine, bisogna considerare anche la cadenza della liquidazione degli interessi: a scadenza o periodica? Quest’ultimo caso potrebbe essere preferito se si vuole avere un flusso periodico oppure reinvestire.

I migliori conti deposito oggi

I migliori conti deposito oggi sono quelli che sono competitivi (su tasso e condizioni) e rispondono alle esigenze personali (libero o vincolato). Bisogna valutare anche quelli attualmente disponibili sul mercato e restare aggiornati su eventuali variazioni nel tempo (le offerte cambiano) o su nuove soluzioni che vengono proposte.

Andiamo ora a fare un confronto con le offerte attuali considerando il rendimento a 12 mesi, 36 mesi e 60 mesi.

BANCACONTO DEPOSITOTIPOLOGIA CONTOPERIODORENDIMENTO LORDO
Solution Bank Conto Yes Vincolato 12 mesi / 36 mesi / 60 mesi 2,90% / 3% / 3%
Banca CF+ Conto Deposito Under 35 Vincolato non svincolabile 12 mesi / 36 mesi / 60 mesi 2,90% / 3% / 3,10%
Banca CF+ Conto Deposito Vincolato non svincolabile 12 mesi / 36 mesi / 60 mesi 2,80% / 2,90% / 3%
Mediocredito Centrale MCC One Young Vincolato 12 mesi 2,80%
IBL Banca Deposito IBL Banca Vincolato 12 mesi / 36 mesi 2,70% / 3%
Banca Valsabbina Conto Twist Vincolato 12 mesi / 36 mesi / 60 mesi 2,65% / 2,55% / 2,55%
Banca Aidexa Conto Deposito Vincolato 12 mesi / 36 mesi 2,50% / 2,10%
Banca Aidexa Conto Deposito X Risparmio Flexi Libero 60 mesi 2,35% fino al 31 luglio 2026, poi 1% variabile
Banca Aidexa Conto Deposito Libero 36 / 60 mesi 1,75% fino al 31 dicembre 2026, poi 0,50%
ING Conto Arancio senza vincoli (collegato al Conto Corrente Arancio) Libero 12 mesi / 36 mesi / 60 mesi 4% lordo per 6 mesi
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