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ENI positiva con rialzo target price da Barclays a 32 euro e conferma overweight

In attesa annuncio risultati del 23 ottobre

Energia, Finanza
ENI positiva con rialzo target price da Barclays a 32 euro e conferma overweight
(Teleborsa) - Barclays ha alzato il target price su Eni da 30,5 a 32 euro, confermandone la raccomandazione overweight. Nel frattempo le azioni del colosso petrolifero italiano segnano un rialzo dello 0,7%.

Le attese su Eni


In vista dell'annuncio dei risultati del prossimo 23 ottobre, gli analisti prevedono per il gruppo un risultato operativo di 3,9 miliardi di euro, in crescita di circa il 13% su base trimestrale e di quasi il 90% su base annua, con un utile netto in aumento a 2,6 miliardi di euro.

Una dinamica che dovrebbe beneficiare principalmente del "maggior contributo delle attività di raffinazione, biocarburanti ed Enilive", compensando largamente "la debolezza del settore chimico". Si attendono "un ampliamento della perdita nel comparto chimico rispetto al secondo trimestre, a causa di margini più contenuti e costi più elevati". "Considerando l'afflusso di cassa di 1,7 miliardi di euro previsto per il quarto trimestre relativo agli asset upstream di Ares", Barclays stima "una riduzione del rapporto tra indebitamento netto e capitale verso il 10% entro la fine dell'anno", al netto dei leasing.

Il confronto del titolo con il FTSE MIB, su base settimanale, mostra la maggiore forza relativa della società del Cane a sei zampe rispetto all'indice, evidenziando la concreta appetibilità del titolo da parte dei compratori.

L'analisi di medio periodo conferma la tendenza positiva di ENI. Sebbene il breve periodo mette in risalto un allentamento della linea rialzista al test del top 24,48 euro. Primo supporto visto a 24,25. Tecnicamente si prevede uno sviluppo negativo in tempi brevi verso il supporto 24,14.

Le previsioni sul settore energetico europeo


Nel complesso, gli analisti confermano il giudizio positivo sul settore, prevedendone "un RoCE aziendale di circa il 20% nel terzo trimestre del 2026, un livello simile a quello del secondo trimestre del 2026 ma quasi doppio rispetto all'anno precedente, grazie ai maggiori margini di raffinazione e ai prezzi del gas naturale".

Inoltre, si attendono che gli utili a livello europeo si attesteranno intorno ai 35 miliardi di dollari e che il free cash flow sottostante sarà di circa 45 miliardi di dollari. "Sebbene il margine di raffinazione di riferimento abbia raggiunto i 40 dollari al barile – un livello senza precedenti – il gas naturale europeo rappresenta il principale motore degli utili upstream per il trimestre, con un potenziale rialzo derivante dai contributi delle attività di trading. Un FCF sottostante di settore pari a circa 45 miliardi di dollari rappresenterebbe il valore stagionale più elevato dal terzo trimestre del 2022".
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