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Manovra, Giorgetti conferma le priorità: revisione dell'Irpef al 43% e stop bollo auto strutturale

Il question time del ministro dell'Economia.

Economia
Manovra, Giorgetti conferma le priorità: revisione dell'Irpef al 43% e stop bollo auto strutturale
(Teleborsa) - Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un'interrogazione durante il question time alla Camera, ha confermato le priorità del governo per la prossima manovra: "Il governo ha più volte ribadito la volontà di ridurre l'imposta sul reddito e l'impegno politico di rivedere l'aliquota del 43%. Io confermo che questa è una delle finalità, come ribadisco la volontà del governo di rendere strutturale l'eliminazione del bollo auto nella forma attualmente prevista". Il ministro ha rinviato però le decisioni operative: "Nel quadro di finanza pubblica all'inizio del prossimo mese di ottobre saranno chiarite quali saranno le indicazioni strategiche e politiche di intervento da parte del governo".

Sul debito pubblico, Giorgetti ha invitato a considerare l'effetto Superbonus: "Invito tutti quanti a depurare il dato del debito pubblico sul PIL dalle rate di cassa del superbonus che questo governo è stato chiamato a pagare pari a 18 miliardi nel 2023, 39 miliardi del 2024, 40 miliardi del 2025, 42 miliardi del 2026 e ahimè 26 miliardi l'anno prossimo. Il rapporto debito pubblico sul PIL al netto di questa voce passerebbe dal 138% del 2022 al 132% del 2025".

Sulla crescita, il ministro ha respinto le critiche legate ai dati Istat: "Abbiamo preso atto dei dati Istat. Abbiamo fallito? Noi siamo esattamente in linea con il preventivato". Ha inoltre citato le stime OCSE: "Il governo aveva prudentemente messo nelle previsioni per quest'anno lo 0,6%, oggi l'Ocse riconosce e aggiorna dallo 0,5% allo 0,9% le previsioni e naturalmente questo non ci pone in coda in Europa".

Sul fronte degli extraprofitti energetici, Giorgetti ha rivendicato un ruolo di apripista: "Ci siamo mossi anche in questo caso per primi a chiedere a livello europeo, insieme ad altri cinque paesi, una valutazione concertata", aggiungendo che "altri paesi che inizialmente si erano opposti a questo tipo di iniziativa si stanno in qualche modo accodando". Il tema tornerà "nell'Ecofin, questa volta formale, di inizio ottobre a Bruxelles".

Sul lavoro giovanile, il ministro ha aperto a una flat tax sugli aumenti retributivi per i giovani, definendola "un'ipotesi che intendo sottoporre al tavolo politico", pur avvertendo che serviranno anche "politiche retributive adeguate da parte delle imprese" per innalzare la produttività.
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