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Meloni frena sulle accise e taglia il bollo: non sono manovre elettorali, voglio arrivare a fine legislatura

La conferenza stampa

Economia, Politica
Meloni frena sulle accise e taglia il bollo: non sono manovre elettorali, voglio arrivare a fine legislatura
(Teleborsa) - Il Consiglio dei ministri riunito oggi a Palazzo Chigi segna una svolta nella strategia del governo sul fronte del caro-carburanti e apre a una misura strutturale sulla fiscalità automobilistica. In conferenza stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che lo sconto sulle accise, in scadenza proprio oggi, non verrà prorogato nella sua forma attuale: "Lo sconto delle accise scade oggi, ci siamo a lungo interrogati", ha spiegato la premier, aggiungendo che "di fronte a un conflitto che non accenna terminare e a una dinamica planetaria di aumento dei prezzi continuare a concentrarsi sul contrasto all'aumento del prezzo non sia la strada principale da seguire".

Non si tratta comunque di uno stop immediato: il governo ha previsto una fase transitoria. "Prevediamo per un'altra settimana il taglio delle accise sul gasolio di 10 centesimi al litro", ha precisato Meloni, per poi scendere a un taglio di 5 centesimi "fino al 5 ottobre". Da quella data non si tornerà comunque ai valori pieni, "perché interviene il sistema delle accise mobili". Restano invece "confermati provvedimenti per il gasolio agricolo e l'autotrasporto".

Il provvedimento che più caratterizza il pacchetto varato oggi è però l'abolizione del bollo auto per una fascia di veicoli. Meloni ha rivendicato la matrice politica della misura, ricollegandola a un precedente storico del centrodestra: "Lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra, di cui ho fatto parte, ha usato per la casa: viene abolito il bollo sulla prima auto di proprietà fino a una determinata potenza dell'auto, cercando di concentrare su chi ha più bisogno". La premier ha inoltre garantito la copertura per gli enti locali, che dal bollo traggono gettito: "I proventi del bollo vanno alle Regioni ma chiaramente non stiamo varando un provvedimento che deve pagare qualcun altro: trasferiremo alle Regioni la quota delle risorse che rappresenta per loro un mancato introito".

Sulla stessa misura è intervenuto anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ne ha ripercorso la genesi interna al governo: "Era un desiderata e ci siamo arrivati in modo sofferto valutando varie opzioni". Il titolare del MEF ha poi delineato la logica redistributiva dell'intervento, sottolineando come la misura scelga di agire soprattutto su chi utilizza carburanti tradizionali: "Pensiamo che questa misura che nasce per motivo emergenziale diventi strutturale. Andiamo a toccare quelli che hanno auto e consumano benzina e gasolio, mentre quelli che hanno l'auto elettrica e ibrida già non pagano bollo e non hanno alcun beneficio, ma non hanno avuto nessun maleficio dal fatto che aumentassero benzina e gasolio".

Sul fronte europeo, Giorgetti ha fatto il punto sul dossier extraprofitti energetici, legato al peggioramento del quadro internazionale dopo la guerra in Iran. "Questa mattina ho sentito i colleghi europei, la situazione sta peggiorando", ha detto il ministro, riferendosi ai rincari energetici. Il riferimento è alla lettera inviata il 22 agosto scorso a Bruxelles insieme ai colleghi di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, con cui si chiede alla presidenza di turno irlandese un approccio comune, che includa anche una tassa sugli extraprofitti energetici. In vista del prossimo Ecofin, Giorgetti ha rivelato che l'iniziativa sta raccogliendo consensi: "Siamo partiti in 5 ma rapidamente si uniranno altri", pur mantenendo cautela sui tempi delle decisioni comunitarie: "Quando si parla di Ue si può essere ottimisti ma in modo assai prudente".

A fare da sfondo, sullo sfondo delle misure economiche, restano le voci su un possibile ricorso anticipato alle urne, che Meloni ha respinto con fermezza: "Io sono sempre stata molto chiara: io vorrei arrivare alla scadenza della legislatura, ho fatto un certo vanto della stabilità del governo". La premier ha rivendicato la coerenza dell'azione dell'esecutivo, respingendo le accuse di elettoralismo legate ai provvedimenti annunciati: "Ci si accusa di non riuscire a dare risposte efficaci e poi quando si fanno ci si accusa di fare manovre elettorali. Non bisogna interpretare i provvedimenti del governo come provvedimenti che guardano a interessi di carattere elettorale, questo lo hanno fatto altri". Un concetto ribadito poco dopo con toni più netti: "Lo hanno fatto altri, in altri tempi, noi cerchiamo di dare risposte. E intendiamo continuare a governare fino a quando avrò questa bella e solida maggioranza".
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