(Teleborsa) -
Chiusura negativa per le Borse europee, Piazza Affari compresa, influenzate dalla debolezza del Nasdaq, che riflette la
crescente cautela sui titoli tecnologici e sugli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale. Le prospettive meno convincenti di
Amazon e
Intel hanno riacceso i dubbi sulla capacità di trasformare velocemente la crescita dell'AI in ritorni economici adeguati alla spesa. Intanto, il TTF (il gas europeo) sale oltre 103 euro a MWh: oltre ai timori per gli approvvigionamenti in vista dell'inverno, il mercato continua a confrontarsi con livelli di stoccaggio inferiori alla media stagionale e con una distribuzione non omogenea delle riserve all'interno dell'Europa.
Prosegue anche in Europa la
stagione delle trimestrali:
Crédit Agricole scende dopo che il CEO ha espresso cautela su possibili tendenze sfavorevoli in Francia, mentre le diverse divisioni della banca hanno
registrato risultati eterogenei nel terzo trimestre;
Puma sale grazie a vendite trimestrali che hanno
superato le previsioni;
Sanofi guadagna dopo
risultati per il terzo trimestre migliori delle stime e un rialzo della guidance;
Universal Music Group balza grazie a un incremento dei ricavi derivanti dagli abbonamenti allo streaming nel terzo trimestre;
BP è poco mossa dopo aver
annunciato un utile netto nel terzo trimestre superiore alle attese.
Sul fronte delle banche centrali, la
Bank of Japan ha
mantenuto invariato il target rate all'1,25%, il livello più alto da aprile 1995, in una decisione ampiamente attesa dai mercati. Il Consiglio ha però segnalato di ritenere che l'inflazione abbia raggiunto l'obiettivo del 2%, un passaggio che rafforza le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi nei prossimi mesi.
La
BCE potrebbe dover aumentare ulteriormente i tassi di interesse per contrastare l'elevata inflazione, hanno dichiarato oggi alcuni banchieri centrali dell'Eurozona, all'indomani della
decisione dell'istituto di mantenere i tassi invariati. "Dato che l'inflazione è destinata a rimanere al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato e che i rischi sono orientati verso l'alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori rialzi dei tassi di riferimento", ha
affermato il Governatore della Banca d'Italia,
Fabio Panetta. "Se la situazione non dovesse migliorare nel prossimo futuro, il contesto di politica monetaria suggerisce che sarà necessario un intervento", ha affermato
Martin Kocher, governatore della banca centrale austriaca. "È comprensibile il motivo per cui i mercati finanziari scommettono su ulteriori rialzi dei tassi di interesse", ha osservato
Ulo Kaasik, governatore della banca centrale estone.
A rafforzare le preoccupazioni dei banchieri centrali arrivano i
dati preliminari sull'inflazione di ottobre, che nei principali Paesi dell'Eurozona vanno però in direzioni diverse. In
Italia i prezzi al consumo accelerano molto più del previsto: l'inflazione
sale al 5,4% annuo dal 4,2% di settembre, contro il 4,6% atteso dal consensus, tornando ai livelli di agosto 2023. A pesare sono soprattutto i beni energetici, il cui rincaro passa dal 22,6% al 31,4%, mentre l'inflazione di fondo sale al 2% dall'1,6%. Accelera oltre le attese anche la
Francia, dove l'inflazione annua si
porta al 3,4% dal 3,1% di settembre, sopra il 3,2% stimato. In
Spagna il dato annuo
resta stabile al 4,9%, in linea con le previsioni. In controtendenza la
Germania, dove l'inflazione
rallenta al 2,8% dal 3,3% del mese precedente, sotto il 3% atteso, con i prezzi dell'energia in crescita del 12,2% annuo, in lieve frenata rispetto al +14,9% di settembre
Sempre sul fronte macroeconomico, in
Eurozona il
PIL del terzo trimestre è cresciuto del +0,4% t/t, sorprendendo le attese, tuttavia, al netto del forte contributo dell'Irlanda, la crescita si sarebbe attestata intorno al +0,2% t/t, evidenziando un moderato rallentamento rispetto al trimestre precedente. In Germania, il PIL del terzo trimestre è aumentato del +0,2% t/t, leggermente sopra le attese, mentre in Italia la crescita si è fermata allo 0,0% t/t. Il tasso di disoccupazione dell'Eurozona è salito al 6,5% dal 6,4%, in lieve indebolimento. In Germania, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 6,4%, mentre il numero dei disoccupati è aumentato di 4 mila.
L'
Euro / dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,116. Crollo dell'
oro (-3,12%), che ha toccato 3.896,2 dollari l'oncia. Pioggia di acquisti sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 2,46%. Torna a galoppare lo
spread, che si posiziona a +119 punti base, con un forte incremento di 6 punti base, mentre il
BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 4,51%.
Tra i listini europei sotto pressione
Francoforte, che accusa un calo dello 0,85%,
Londra è stabile, riportando un moderato +0,07%, e andamento cauto per
Parigi, che mostra una performance pari a -0,01%.
Sessione negativa per
Piazza Affari, con il
FTSE MIB che lascia sul parterre l'1,00%, interrompendo la serie di cinque rialzi consecutivi, iniziata venerdì scorso; sulla stessa linea, chiude in retromarcia il
FTSE Italia All-Share, che scivola a 52.076 punti. Variazioni negative per il
FTSE Italia Mid Cap (-0,97%); sulla stessa tendenza, pesante il
FTSE Italia Star (-2,95%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
Moncler (+2,42%),
Campari (+1,83%),
Brunello Cucinelli (+1,52%) e
Lottomatica (+1,41%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
Amplifon, che ha terminato le contrattazioni a -14,50%. Pessima performance per
Technoprobe, che registra un ribasso dell'8,95%. Sessione nera per
STMicroelectronics, che lascia sul tappeto una perdita del 5,27%. In perdita
Prysmian, che scende del 3,92%.
Al Top tra le azioni italiane a
media capitalizzazione,
Juventus (+1,67%),
Safilo (+1,55%),
ENAV (+1,37%) e
Acea (+1,15%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
WIIT, che ha terminato le contrattazioni a -6,29%. Scivola
Danieli, con un netto svantaggio del 3,31%. In rosso
Cembre, che evidenzia un deciso ribasso del 3,26%. Spicca la prestazione negativa di
Carel Industries, che scende del 3,21%.