Petrolio in rialzo, Brent sopra ai 103 dollari con minaccia di nuovi attacchi Usa
Trump: "L'accordo con l'Iran non è qualcosa che voglio davvero fare".
(Teleborsa) - I prezzi del petrolio salgono giovedì mattina dopo le dichiarazioni di Donald Trump sull'Iran. Il Brent con scadenza dicembre guadagna 2,89 dollari (+2,88%) a 103,09 dollari al barile, il WTI con scadenza novembre sale di 2,38 dollari (+2,70%) a 90,66 dollari.
Il presidente americano ha detto mercoledì sera, a un comizio con candidati repubblicani a San Antonio, in Texas, di non essere più interessato a un'intesa con Teheran. "Penso che l'accordo non sia davvero qualcosa che voglio fare, ma sono disposti a offrirci qualsiasi cosa pur di fermarci", ha dichiarato. Trump ha aggiunto che l'inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, che lavora al negoziato, sta "andando molto bene".
Le ipotesi di nuovi attacchi
Secondo NBC News, che cita un funzionario USA e un'altra fonte a conoscenza delle discussioni, il presidente e il suo team per la sicurezza nazionale hanno valutato la possibile ripresa di operazioni militari su larga scala nelle prossime settimane. Axios ha scritto in precedenza che un'eventuale ripresa del conflitto potrebbe comprendere "massicci bombardamenti" di obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. Gli eventuali attacchi, riporta CNBC, arriverebbero probabilmente prima delle elezioni di metà mandato, sul cui esito secondo Axios l'azione militare potrebbe pesare.
Sale anche il gas
La possibile ripresa degli attacchi sull'Iran ha avuto effetto anche sul prezzo del gas europeo che sale oltre gli ottanta euro. Ad Amsterdam il TTF (a novembre) registra un rialzo del 6% a 80,25 euro al megawattora.
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