Ex Ilva, Urso: "Valutiamo la cordata italiana". Partono i licenziamenti nell'indotto
A rischio 2.500 lavoratori a Taranto. Marcegaglia: "Attenzione ai limiti Ue sulle importazioni".
(Teleborsa) - Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, a margine del forum Ambrosetti a Cernobbio, ha fatto il punto sul dossier ex Ilva, confermando che i commissari stanno valutando la manifestazione di interesse presentata dalla cordata di imprenditori siderurgici italiani. "Vedremo se la manifestazione di interesse della cordata italiana, che mi sembra piuttosto significativa perché vi hanno aderito 14 importanti aziende siderurgiche del nostro Paese, si concretizzerà come tutti ci auguriamo in una proposta vincolante, che i commissari dovranno giudicare in modo comparativo con le altre che eventualmente saranno presentate o resteranno in campo", ha dichiarato Urso.
Il ministro ha ricordato che le proposte vincolanti restano al momento due, quella di Jindal - aggiornata alla luce del decreto della Corte d'Appello di Milano che impone la chiusura dell'area a caldo entro il 28 ottobre - e quella del fondo americano Flacks. Il ministro ha annunciato una "full immersion" a Palazzo Chigi martedì prossimo con sindacati, enti locali e imprese.
Sulla cordata italiana è intervenuta anche Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, tra i 14 imprenditori aderenti: "Siamo in una situazione complessa, abbiamo fatto una manifestazione di interesse non vincolante, stiamo facendo la due diligence tutti insieme per capire qual è il progetto che possiamo portare avanti". Marcegaglia ha evidenziato le difficoltà legate alla chiusura dell'area a caldo: "Senza la parte a caldo quello che oggi si può fare è importare semilavorati, perché in Europa non si trovano. Bisogna stare molto attenti che l'Europa non imponga limiti alle importazioni perché questo ucciderebbe qualsiasi progetto in Ilva".
Sul fronte occupazionale, l'Aigi (Associazione Indotto AdI e General Industries) ha trasmesso ai sindacati le lettere di avvio della procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà oltre 2.500 lavoratori degli appalti ex Ilva. Il presidente Aigi Nicola Convertino ha definito l'atto "doloroso" ma "dovuto e inevitabile", conseguenza "della totale assenza di una ragionevole programmazione". Duro il commento del segretario generale Uilm Davide Sperti: "Mentre il Governo pensa a fare passerelle e Urso a fare la conta delle presunte manifestazioni di interesse, sulla terra martoriata di Taranto i lavoratori raccolgono i danni amari di 14 anni di vergogna nazionale".
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