Milano 14-ott
49.754 0,00%
Nasdaq 14-ott
29.951 -2,02%
Dow Jones 14-ott
51.621 -0,09%
Londra 14-ott
10.725 0,00%
Francoforte 14-ott
25.299 0,00%

Parte il Consiglio europeo: focus su energia, competitività e bilancio Ue

Urgenze condivise ma intesa sulle strategie ancora lontana.

Economia
Parte il Consiglio europeo: focus su energia, competitività e bilancio Ue
(Teleborsa) - Energia, competitività e bilancio Ue saranno i principali temi al Consiglio europeo che parte oggi. La crisi energetica inevitabilmente il primo punto all'ordine del giorno e, se l'urgenza è condivisa, un'intesa tra i 27 sulla strategia per affrontarla è lontana. L'Italia è tra i Paesi che chiederanno misure di breve periodo contro gli effetti dei prezzi sull'inflazione, al contrario di un gruppo di capitali – tra cui i nordici, Berlino e Madrid – che ritiene invece che il nodo sia la dipendenza dai fossili, da superare accelerando sulla decarbonizzazione.

La Commissione non vuole arretrare sull'uscita dai fossili, ma Ursula von der Leyen punta a prorogare il "temporary framework" per le industrie energivore, estendendolo nel tempo e nei destinatari, e a mettere sul tavolo il dialogo strategico sulla raffinazione e l'aggregazione della domanda.

Energia e metano

Meloni ha individuato nel costo dell'energia "la questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia": "nessuno può rispondere efficacemente da solo", serve "una risposta coordinata e rapida". In questo quadro rientra il regolamento sul metano, che il gruppo informale sulla competitività guidato da Meloni, Merz e De Wever aveva indicato tra gli obblighi da rivedere, perché potrebbe "rendere più difficile e costoso ricorrere a fornitori alternativi di energia". La Commissione ha proposto di rinviare di un anno gli obblighi per gli importatori: "dobbiamo essere flessibili e pragmatici nell'attuazione delle nostre regole", ha detto il commissario Dan Jørgensen. La proposta passa ora a Parlamento e Consiglio.

Competitività e flessibilità

Nella lettera a António Costa, Meloni, Merz e De Wever hanno chiesto una corsia preferenziale per gli investimenti in energia e digitale, uno stop ai nuovi oneri burocratici e meno obblighi di reporting per le Pmi, oltre a "misure a breve termine" sui prezzi dell'energia, con il filo rosso dei rapporti con la Cina. Il tema della flessibilità di bilancio, richiesto formalmente solo da Italia e Grecia, non è invece all'ordine del giorno ma i dialoghi sono in corso. Bruxelles già ieri ha fatto sapere che è "vicina a una soluzione compatibile con le regole Ue" sul decreto bollette, che sposta il costo Ets dei produttori da gas sulle bollette per abbassare il prezzo all'ingrosso dell'elettricità.

Bilancio 2028-2034

La proposta irlandese non è piaciuta quasi a nessuno, nemmeno alla Commissione. Meloni riunirà gli "amici della coesione", mentre i frugali, con Berlino in testa, vogliono tagliare. La Francia ha chiesto risorse proprie "sostanziali", posizione su cui l'Italia non è pienamente allineata. "Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data", ha già detto Meloni nelle sue comunicazioni al Parlamento aggiungendo che l'Italia "non accetterà un bilancio che ridimensioni la Pac, la pesca e la coesione". Anche la presidente del Parlamento Roberta Metsola ha avvertito: "Non possiamo fare di più con meno."
Condividi
```