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UK-UE: 7 a 0. Ma basterà?

La Gran Bretagna rivendica sovranità e rispetto delle regole

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Se, ad esempio, si dovessero approfondire i vincoli politici tra i Paesi dell'Unione, ciò dovrà avvanire modificando i Trattati all'unanimità, ma prevedendo espressamente una clausola di eccezione a favore della Gran Bretagna. Lo stesso vale per la Banking Union, di cui non ha mai fatto parte, e la ipotizzata Market Capital Union. Per ogni serie di questioni, c'è già un Atto che definisce le condizioni a cui la Gran Bretagna è disposta a mantenere la sua adesione.

Inutile parlare, oggi, di eccezionalità della Gran Bretagna nell'ambito della UE: ha sempre mantenuto la sua sterlina; non ha mai aderito al Trattato di Schengen sulla eliminazione dei controlli sistematici alle frontiere interne; ha ancora una sua banca centrale, indipendente per quanto riguarda la politica monetaria e valutaria, ed un sistema autonomo di vigilanza bancaria.

Pensare che la Bce avrebbe potuto vigilare sulle Banche della City è stata una sciocchezza; il solo ipotizzare che la City, che gode di privilegi reali dal 1200, possa essere regolata dai burocrati di Bruxelles o peggio ancora da quelli di Francoforte, è fantasia insensata.

Londra è la prima piazza bancaria e finanziaria del mondo, perché gestisce i soldi veri, da secoli; non è New York, dove Wall Street vive da anni della liquidità creata continuamente dal nulla da parte della Fed.

La Gran Bretagna ha imposto alla Unione europea il rispetto delle regole del Trattato, e della sua sovranità: non è abituata a subire diktat, tanto meno dalla Germania.

Cameron ha portato a casa una vittoria indiscutibile con la UE: 7 a 0. La City, per quanto riguarda i suoi interessi, ha raggiunto pienamente i suoi scopi.

Il Mayor di Londra, Boris Johnson, non ci sta: per lui la Unione Europea è un organismo robotizzato, non democratico, che sta colonizzando con la sua legislazione invasiva ogni aspetto della vita degli inglesi. Secondo lui, un voto per rimanere in Europa sarebbe il semaforo verde per continuare su questa strada: a poco serve aver messo sette paletti fermi su sette questioni. Su mille e mille altre questioni, l'invasione della legislazione europea tornerebbe a farsi ancora più asfissiante. E' un tema di democrazia, ma ancor più di libertà.

Non è detto quindi che per i cittadini britannici, chiamati al referendum del 23 giugno, il 7 a 0 di Cameron sia un risultato sufficiente.

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