Sabato 11 Luglio 2020, ore 10.06
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Più Sfiga per tutti

Titoli di Stato in default, fallimenti bancari, lavoro precario, epidemie...

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La dietrologia non c'entra: è la ideologia mercatista, prorompente per ogni dove, ad imporre il rischio come contropartita per ogni attività umana.

L'Umano in sé non esiste più, ha cessato di essere la misura ed il criterio di giudizio di ciò che è giusto o sbagliato, di ciò che è lecito oppure illecito: al contrario è l'Umano ad essere misurato, economicamente e finanziariamente.

Gli Uomini non sono più, in termini marxisti, solo uno strumento di produzione nel momento del lavoro, quando questo viene usato per estrarre un plusvalore in termini di profitto: ogni momento ed ogni atto della nostra vita è mercificato, dalla nascita alla morte. L'istruzione, la malattia, le relazioni interpersonali, gli stili di vita, tutto serve a fare denaro. Ed ogni nostro atto è sempre soggetto ad un'alea.

Niente e nessuno deve stare più al sicuro.

Le certezze tradizionali vanno smantellate con metodo, ad una ad una.

I titoli di Stato, in Europa, non devono più essere considerati Safe Asset: non solo la Banca Centrale Europea può intervenire solo in condizioni di stretta condizionalità a favore degli Stati che non riescano ad avere più accesso ai Mercati finanziari, ma si sta varando con il nuovo MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) un sistema che semplifica la ristrutturazione del debito pubblico eccessivo. In pratica, con una votazione qualificata tra i detentori dei bond, si accetta una riduzione del valore dei titoli in circolazione, che vengono riemessi ad un valore più basso.

I depositi bancari, neppure loro, sono più al sicuro. Nonostante ciò che si proclama nell'articolo 47 della Costituzione italiana, secondo cui il risparmio è tutelato in ogni sua forma, abbiamo accettato le nuove regole europee, dettate dalla direttiva BRRD. Sarebbero ancora garantiti solo i depositi bancari fino a 100 mila euro, ma anche questo è aleatorio: deve intervenire il Fondo Interbancario per la Tutela dei depositi, alimentato dalla singole banche: con un contributo che arriva appena ad una quindicina di miliardi in otto anni. Una inezia, che basta solo nel caso del salvataggio di piccole banche. Poi c'è il nulla, il vuoto assoluto.

Il sistema delle Assicurazioni sulla vita è in difficoltà: con i tassi di interesse sempre più esigui, se non negativi, le rendite fisse non sono più garantite. Tutto dipende dagli andamenti del mercato finanziario. Ci si limita ad offrire al sottoscrittore della polizza la visibilità sugli andamenti degli investimenti: sono dei fondi di investimento come gli altri, anche se beneficiano ancora dei vantaggi fiscali che erano stati concessi in passato in funzione della loro finalità sociale e previdenziale.
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