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Se tu Microchip, io ti Gallio

Divieti americani e ritorsioni cinesi


La risposta cinese è arrivata di recente: è stato introdotto un sistema di controllo anche sulle esportazioni di gallio e di germanio, due minerali fondamentali per l'industria informatica, entrambi molto costosi sia da estrarre che da raffinare, che si vanno ad aggiungere alla lista dei 17 elementi già classificati dalla Cina come "terre rare" nel 2021, e di cui controlla direttamente o indirettamente la metà del mercato mondiale. Oltre ad essere un grande produttore di questi minerali per via dei numerosi giacimenti che si trovano sul suo territorio, la Cina ha stipulato accordi di esclusiva con una serie di Paesi africani: ha fatto esattamente come la Gran Bretagna ai tempi dell'Impero, con le miniere d'oro. Se ne assicurava il monopolio, per rendere la Banca d'Inghilterra e la sterlina imbattibili a livello globale.

"Dente per dente", viene da dire.

Dopo la visita a Pechino del Segretario di Stato americano Tony Blinken, che è stato ricevuto dal Presidente Xi Jinping dopo aver affrontato con i suoi omologhi cinesi i temi geopolitici più delicati, è ora la volta di Janet Yellen, Segretario al Tesoro: ufficialmente, il tema dei colloqui è quello della fair-competition e del de-risking.

Ci sarà anche dell'altro nell'agenda, ma si capirà un po' alla volta: dall'uso dello yuan digitale nel commercio internazionale alle criptovalute, dai processi di de-dollarizzazione agli investimenti in titoli del Tesoro statunitense.

Bisogna tenersi buoni i cinesi: la situazione internazionale è già abbastanza complessa.

Ma a Pechino non dormono.

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