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Martedì 16 Ottobre 2018, ore 23.53
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Alitalia, la soluzione di Di Maio: Ferrovie e Mef per il rilancio

"Ipotizziamo, allo stato, solo il Governo, Ferrovie e uno o più partner industriali", con CDP che "potrebbe assistere l'operazione finanziaria di acquisto e noleggio dei nuovi aerei" - ha dichiarato il vicepremier

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) -

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, incontrerà oggi 12 ottobre 2018 i sindacati di Alitalia per illustrare i progressi fatti sul dossier. Intanto in un'intervista il vicepremier ha illustrato quale potrebbe essere la soluzione definitiva: una "newco dalla dotazione iniziale tra 1,5 e 2 miliardi, partecipata intorno al 15% dal Ministero dell'Economia, grazie alla conversione in equity di parte del prestito-ponte da 900 milioni concesso dal precedente governo" e per il resto "da Ferrovie e da un importante partner tecnico internazionale".

Il leader M5S continua a ripetere che entro fine mese si arriverà a una conclusione del dossier. "Arriveremo alla scadenza del 31 ottobre con una manifestazione di interesse con offerta vincolante o comunque con una manifestazione di interesse seria e concreta. Vogliamo consentire ad Alitalia non solo di ripartire, ma di renderla strategica nell'offerta turistica italiana".

Sulla scadenza Di Maio appare piuttosto ottimista, visto che sembra ancora mancare il partner commerciale. Interpellato su un possibile interesse da parte di China Eastern e Delta, il ministro ha risposto: "non confermo e non smentisco". In molti guardano alla Cina, ma di sicuro c'è solo che Alitalia ha bisogno di una compagnia che effettui voli internazionali e che il miglior partner sarebbe Cathay Pacific.

Nella newco - aggiunge il vicepremier - "ipotizziamo, allo stato, solo il Governo, Ferrovie e uno o più partner industriali", con CDP che "potrebbe assistere l'operazione finanziaria di acquisto e noleggio dei nuovi aerei, ove si decidesse di rinnovare o ampliare parte della flotta: il tema vale soprattutto sul lungo raggio, su cui puntiamo".
"Quanto a Eni e Poste, o ad esempio anche a Leonardo, se vogliono dare una mano, su alcuni asset (e in relazione ad alcune possibili sinergie) sarebbe interessante".

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