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Mercoledì 18 Ottobre 2017, ore 13.25
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ETF - Guida
Ufficio Studi Teleborsa

Cosa sono
Gli ETF (Exchange Traded Fund) o fondi indice sono una particolare tipologia di fondi il cui obiettivo di investimento è quello di replicare, e non di battere, le performance di un indice di mercato, azionario o obbligazionario. Infatti, questi strumenti sono formati da un paniere di titoli appartenenti a un determinato indice o a parte di esso come, per esempio, ad un suo determinato raggruppamento settoriale.

Gli ETF effettuano una gestione passiva, cioè replicano esattamente l’andamento del mercato di riferimento e rappresentano una strategia di diversificazione a basso costo, in quanto le spese di gestione e di intermediazione sono molto contenute.

Gli ETF sono quotati in borsa, il che permette una maggiore immediatezza nelle transazioni ed un più elevato livello di trasparenza.

Perché investire negli ETF
L’investimento in ETF permette un notevole risparmio sulle commissioni di gestione che si aggirano tra lo 0.1% (Per alcuni ETF americani) e lo 0,75%.

Non hanno commissioni di ingresso né di uscita né commissioni di performance, previste, al contrario per molti dei fondi comuni d’investimento e SICAV tradizionali.

Possono essere negoziati come le azioni pagando una commissioni di negoziazione al proprio intermediario di riferimento.

Sono strumenti finanziari che possono essere utilizzati dall’investitore per fare attività di trading e prendere posizione, in modo decisamente più diversificato, sui principali indici azionari, obbligazionari e delle materie prime. In riferimento a quest’ultimo punto, ricordiamo che l’obiettivo principale degli ETF è quello di replicare la performance dell’indice benchmark di riferimento, grazie anche ad un particolare meccanismo di funzionamento denominato creation/redemption in kind (meccanismo che consente di minimizzare il tracking error (cioè la differenza di rendimento, positiva o negativa, tra ETF e l’indice benchmark).

Aspetti fiscali
Gli ETF di Borsa Italiana sono autorizzati da Banca d'Italia e Consob e sono armonizzati (conformi alle Direttive Comunitarie) cioè fiscalmente ottimizzati: aliquota al 20% e nessun obbligo di dichiarazione nel Modello Unico.

Tuttavia gli ETF che investono in titoli pubblici italiani (obbligazioni e altri titoli di cui all’art. 31 DPR 601/1973) ed in titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta White List pagano un' aliquota del 12,5% (ottenuta applicando l’aliquota del 20% a una base imponibile ridotta al 62,5%), applicabile sui proventi derivanti dai titoli pubblici sopra menzionati.

Al contrario, per gli ETF quotati della Borsa Americana, è previsto, per l’ investitore, l’obbligo di dichiarare nel proprio Modello Unico eventuali guadagni derivanti dalla loro compravendita.

In particolare:
  • Nel caso in cui un investitore privato abbia optato per il regime del risparmio amministrato, i redditi di capitale, cioè i dividendi incassati e il Delta NAV - Net Asset Value (NAV del giorno di vendita - NAV del giorno di acquisto), concorrono a formare il reddito imponibile del sottoscrittore e sono assoggettati ad aliquota marginale sul reddito.
  • I redditi di capitale devono essere dichiarati nel modello UNICO (quadro RI) al fine di determinare l'onere da versare (infatti l'intermediario è tenuto a operare solo una ritenuta fiscale a titolo di acconto del 20%).
  • Sui redditi diversi dati da [(Prezzo Vendita - Prezzo Acquisto) - (NAV del giorno di vendita - NAV del giorno di acquisto)] l'intermediario applica una ritenuta a titolo di imposta del 20% e tali redditi non dovranno essere indicati in sede di dichiarazione dei redditi.
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