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Mercoledì 21 Novembre 2018, ore 06.59
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Giovanni Malagò: "la candidatura Milano-Cortina alle Olimpiadi è molto forte"

Il CIO: "non più investimenti faraonici per le Olimpiadi ma solo nelle strutture sportive"

Economia ·
(Teleborsa) -
Il Presidente del CONI Giovanni Malagò, di ritorno dall'Argentina per i lavori del comitato olimpico internazionale, di cui è stato eletto membro, "un riconoscimento non solo alla sua persona ma soprattutto all'Italia e allo sport del nostro paese", in un'intervista rilasciata a Teleborsa, parla dei prossimi appuntamenti per la candidatura Milano-Cortina alle Olimpiadi della neve.
Malagò si sofferma sulle polemiche che accompagnano i costi stratosferici delle passate Olimpiadi e ricorda che "se si fanno le cose male e si pensa a progetti faraonici è chiaro che i budget vanno all'aria ma se come hanno fatto i Coreani si stà con i piedi per terra si riesce a guadagnare come hanno fatto loro, ben 60 milioni di euro netti".

Inoltre l'investimento per le Olimpiadi sottolinea Malagò, va al di là dei costi strettamente finanziari poichè crea utili per il futuro come ad esempio nuove infrastrutture che nel lungo periodo danno benefici economici e sociali.



Il Presidente del CONI ha voluto chiarire come il CIO abbia proposto per le candidature alle Olimpiadi una nuova filosofia: non più budget esplosivi e faraonici con obblighi di creare infrastrutture territoriali, bensì solo investimenti per la copertura organizzativa dei giochi.

Quanto alle prospettive di poter avere le Olimpiadi della neve Milano-Cortina, Malagò sottolinea come il nostro paese è ben considerato e visto come modello per lo sport per cui la candidatura è molto forte e potrebbe avere una conclusione positiva.

Malagò è poi tornato sulla considerazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 120° anniversario della FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio - che ha detto "bisogna cercare e individuare costantemente il punto di equilibrio tra interessi economici e sport perché i primi non prevalgano rischiando di soverchiare l'aspetto sportivo che è - e deve restare – prevalente", ancora una volta sottolinea il Presidente del CONI, "Mattarella mi ha conquistato e ha conquistato la sala. Mi rendo conto che gli interessi economici sono importanti per il calcio ma non si può prescindere dagli aspetti sociali, dalle necessità dei giovani, c'è un preciso senso di responsabilità tra dirigenti e calciatori e il monito ci ha fatto a tutti riflettere".


A cura di Dino Sorgonà
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