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Giovedì 16 Settembre 2021, ore 23.08
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RC Auto, nel 2020 con il lockdown le compagnie assicurative hanno accumulato 2,2 miliardi

Restituiti solo 800 milioni di euro agli automobilisti. Ivass: compensate in parte le perdite del ramo Vita, ora però via ai rimborsi.

Economia ·
(Teleborsa) - Durante il lockdown le compagnie assicurative hanno risparmiato complessivamente 2,2 miliardi di euro sulla RC Auto grazie alla netta diminuzione degli incidenti. Il "tesoretto" è stato certificato dall'Ivass nella sua relazione annuale. Una cifra che però non è stata restituita agli automobilisti, se non in parte. Lo stesso Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha calcolato che i clienti hanno visto tornare indietro solo 800 milioni di euro. I restanti 1,4 miliardi hanno contribuito a gonfiare i bilanci delle compagnie che nel 2020 hanno registrato profitti in crescita del 45% per quel che riguarda il ramo danni.

"Il notevole windfall determinatosi nel ramo RCA ha in media compensato, se non del tutto in larga parte, il calo della redditività della gestione Vita", ha spiegato nelle sue conclusioni il presidente Luigi Federico Signorini.




"Nel ramo auto, i premi sono diminuiti del 5,5%, ma gli oneri relativi ai sinistri sono calati quasi del 20%, riflettendo la riduzione degli incidenti stradali determinata dalle restrizioni alla circolazione – ha inoltre sottolineato Signorini – A posteriori, la distribuzione statistica degli eventi dannosi coperti dall’assicurazione auto si è radicalmente distaccata da quella posta a base del calcolo dei premi". Il presidente Ivass ha dichiarato di attendersi in linea con le indicazioni provenienti dall'Authority europea EIOPA che le compagnie, quando identificano prodotti che non sono più sufficientemente allineati con il mercato di riferimento, "valutino se questo fatto comporti un trattamento non equo; e che ove emerga un trattamento non equo, siano prese le misure del caso, tenendo conto delle leggi esistenti a livello nazionale".

Signorini ha però riconosciuto che, se da un lato alcune compagnie hanno riconosciuto su base volontaria forme di ristoro ai
propri assicurati, altre non hanno fatto la stessa cosa. "Le differenze sono marcate. Ora che le limitazioni alla mobilità sono quasi del tutto rientrate, i ritardatari dovrebbero riesaminare urgentemente la questione. I consumatori potranno intanto informarsi e valutare i comportamenti delle compagnie", ha affermato Signorini.

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