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Giovedì 30 Giugno 2022, ore 15.02
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Mutui, molte banche sospendono l'offerta giovani con garanzia Consap

Lo scenario tracciato dall'Osservatorio MutuiSupermarket

Economia ·
(Teleborsa) - L'impennata dell'inflazione e le aspettative di ulteriori aumenti del costo del denaro da parte della BCE penalizzano il mercato dei mutui ad aprile. Dopo due anni di tassi bassissimi, si torna a pagare un po' di più. Anche le tensioni internazionali si riflettono sul settore dei mutui per la casa. È quanto emerge dall'Osservatorio MutuiSupermarket, il motore di ricerca e comparazione mutui gestito da FairOne.

Crédit Agricole – evidenzia il rapporto – ha aumentato gli spread sui tassi fissi fino a 27 punti base e gli spread sui tassi variabili fino a 16 punti base. Contestualmente ha sospeso l'offerta mutui giovani con garanzia Consap a tasso fisso con LTV > 80%. Intesa Sanpaolo ha aumentato i tassi fissi da 10 a 40 punti base. Banco di Sardegna ha aumentato i tassi fissi di 15 punti base e gli spread sui tassi variabili fino a 5 punti base. BNL ha aumentato i tassi fissi da 15 a 40 punti base e gli spread sui tassi variabili fino a 5 punti base. Banca Sella ha limitato l'offerta di mutui a tasso fisso a LTV massimo 70% e aumentato gli spread dei mutui a tasso fisso di 25 punti base. Credem ha ridotto gli spread sui mutui a tasso fisso con LTV tra 70% e 80% di 58 punti base. ING ha esteso l'offerta di mutui fino a LTV 95%. Banco BPM ha sospeso l'offerta mutui giovani con garanzia Consap sia a tasso fisso che variabile. Avvera del Gruppo Credem ha sospeso l'offerta dei mutui giovani con garanzia Consap a tasso fisso con LTV > 80%. BPER Banca ha aumentato i tassi fissi da 37 a 58 punti base e contestualmente ha sospeso l'offerta mutui giovani a tasso fisso con garanzia Consap. Unicredit ha sospeso l'offerta di mutui a tasso fisso.

Oltre all'aumento dei tassi a causa del clima di incertezza e di volatilità che domina i mercati, la sospensione dell'offerta giovani con garanzia Consap – attuata da Crédit Agricole, Banco BPM, Avvera del Gruppo Credem, BPER Banca – potrebbe porre un freno alla crescita della domanda dei mutui da parte dei giovani. Le sospensioni dei mutui con garanzia Consap – sottolinea l'Osservatorio – sono dovute al fatto che con l'aumento degli indici di riferimento i prodotti esistenti possono superare le soglie previste dalla legge, secondo la quale le erogazioni, dal primo aprile al 30 giugno, devono avere un Taeg massimo dell'1,99% per i mutui a tasso fisso e 2,27% per i mutui a tasso variabile. A meno che non cambino le norme imponendo dei limiti differenti e in assenza di una profonda revisione delle offerte con garanzia Consap che non comportino una forte riduzione dei margini delle banche, i mutuatari che hanno richiesto un mutuo con garanzia Consap – si legge nel rapporto – potrebbero trovarsi ad un bivio: optare per il tasso variabile pur di ottenere un finanziamento al 100% o chiedere aiuto ai genitori per trovare il 20% del prezzo di acquisto, che consenta di richiedere un mutuo tradizionale a tasso fisso con LTV 80%.




Analisi degli indici di riferimento –
La media delle rilevazioni mensili dell'indice di riferimento per i mutui a tasso fisso IRS a 20 anni nel mese di aprile 2022 registra ad oggi un aumento dello 0,38% attestandosi a 1,47%, tuttavia tale incremento pare destinato ad aumentare ulteriormente dal momento che al 18/4/22 l'IRS 20 anni ha raggiunto l'1,63%. Il Minimo negli ultimi 18 mesi è stato registrato a dicembre 2020: 0,01%. L'analogo indice per i mutui a tasso variabile nel mese di aprile 2022 registra una media di -0,45% in aumento dello 0,04%. Il Minimo è stato registrato a dicembre 2021: -0.58%.

Analisi della domanda sul Canale Online – A livello nazionale, l'Osservatorio rileva che la finalità acquisto conferma di aver abbondantemente surclassato la surroga raggiungendo l'84% del totale complessivo delle domande. In riferimento all'importo, quello maggiormente richiesto va dai 100 ai 150 mila euro (36%). Per quanto riguarda la fascia d'età, vince quella compresa fra i 26 e i 35 anni, includendo anche quella sotto i 25 anni (48%). La classe di reddito predominante va dai 1.500 ai 2 mila Euro (30%).
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