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Da IMU a Irpef, tutte le scadenze fiscali di giugno

Entro la fine del mese anche l’autodichiarazione sugli aiuti di Stato Covid

Economia ·
(Teleborsa) - Dall'IMU all'Irpef passando per l’autodichiarazione sugli aiuti di Stato Covid: la seconda metà del mese giugno porta con sè tante scadenze fiscale alle quali devono adempiere i contribuenti.





La prima data da cerchiare in rosso per i possessori a diverso titolo di case, pertinenze, fabbricati e terreni agricoli o edificabili è il 16 giugno quando cioè saranno chiamati a versare l’acconto dell’Imu, da calcolare sulla base delle aliquote approvate dai Comuni e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze. Dal 2020 si applica la nuova IMU, con l'accorpamento della Tasi.


Altra data "utile" il 30 giugno entro la quale bisognerà versare il saldo e il primo acconto dell’Irpef se si vuole pagare senza dover subire maggiorazioni. Nella stessa data imprese e soggetti che hanno percepito contributi a fondo perduto, crediti d’imposta e altri tipi di ristori previsti dal Decreto Rilancio dovranno compilare e inviare l’autodichiarazione Aiuti di Stato Covid.

Sempre il 30 giugno è l’ultimo giorno per la richiesta di esonero del pagamento del canone Rai da parte di chi dichiara che in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza elettrica è presente un apparecchio tv sia proprio che di un componente della famiglia anagrafica. Esenzione prevista anche per "I cittadini che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti)".

Intanto, restando in ambito fiscale, da lunedì 6 giugno gli italiani "termineranno" di versare le tasse e i contributi previdenziali allo Stato e da martedì scatta il cosiddetto "tax freedom day", il giorno di liberazione fiscale. Rispetto al 2021, quest'anno l'appuntamento arriva un giorno prima, esattamente dopo 157 giorni lavorativi, inclusi i sabati e le domeniche.

Il calcolo arriva dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia), precisando che l'individuazione del "giorno di liberazione fiscale" altro non è che "un puro esercizio teorico che serve a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, l'eccessivo peso fiscale che grava sugli italiani".


Nel 2021 il peso fiscale nazionale ha raggiunto la soglia del 43,5%, che colloca l'Italia al sesto posto tra i 27 Paesi Ue dietro a Danimarca (48,1%), Francia (47,2%), Belgio (44,9%), Austria (43,8%) e Svezia (43,7%). L'anno scorso la media Ue si è attestata al 41,5%.

(Foto: © lucadp / 123RF)
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