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Società energetiche: record di fatturato e utili nel post-pandemia

Energia, Finanza ·
(Teleborsa) - Il settore energetico sta vivendo una fase di rinascita dopo lo shock provocato dalla pandemia e grazie all'effetto combinato delle "twin crisis", ovvero la depressione indotta dal Covid-19 ed il terzo shock energetico dell'era Moderna, verificatori dopo i due del secolo scorso (nel '73 e '79).



Nel 2021, il fatturato ha sfondato i 351 miliardi con un aumento del 60,8% rispetto all'anno della pandemia, evidenziando anche una crescita del 14,6% rispetto al picco raggiunto nel 2014 di 306,9 miliardi. Anche gli utili aggregati, pari a 16 miliardi, risultano più che raddoppiati rispetto al periodo pre-pandemia (6,9 miliardi nel 2019) e neanche paragonabili con le perdite (2,6 miliardi) accusate nel 2020.

E' la fotografia scattata dal Rapporto sui bilanci delle Società dell’energia 2014-2021, realizzato dal Centro Studi CoMar, che offre un raffronto su un arco temporale di sette anni e fornisce anche qualche previsione sul 2022.

Il margine operativo netto, una buona misura della redditività delle aziende energetiche, ha sfiorato un record di 31,7 miliardi di euro, il doppio rispetto ai 15,9 miliardi del 2020 (+98,6%) ed oltre un terzo in più (+36,3%) rispetto ai livelli del 2014.

Cresce anche l'indebitamento, che si attesta a 187,6 miliardi di euro, 20,2 miliardi in più (+12%) fra il 2020 ed il 2021. Questo stock complessivo del debito risulta anche in aumento del 35,2% sui 138,7 miliardi del 2014; il rapporto tra debiti finanziari e fatturato, dopo il balzo al 76,8% nel 2020 (venti punti in più sul 2019), è tornato però ad un livello fisiologico del 53,5%.

Le società dell’energia quotate scendono a 20: A2a, Acea, Acinque, Alerion Clean Power, Algowatt, Ascopiave, Ecosuntek, Edison, Enel, Eni, Erg, Eviso, Falck Renewables, Gas Plus, Hera, Iren, Italgas, Saras, Snam e Terna, mentre Elettra Investimenti è stata revocata dalle negoziazioni lo scorso giugno. La loro capitalizzazione su Borsa Italiana, a fine 2021, era pari 182,3 miliardi di euro, il 23,5% della capitalizzazione totale (768,8 miliardi), ma le turbolenze registrate dai mercati quest'anno hanno fatto scendere la capitalizzazione delle società energetiche, al 31 ottobre 2022, a 146,8 miliardi di euro, con un calo di 35,5 miliardi di euro (-19,4%).

L'andamento tendenziale del 2022, ipotizzato sulla base dei dati dei primi 9 mesi di 15 Società quotate, rappresentative del 50-55% del settore, evidenzia un fatturato pressochè raddoppiato (+99%) a 291,8 miliardi di euro dai 146,5 miliardi del 2021, grazie al contributo di Edison (+233%), A2A (+161,7%), Alerion Clean Power (+142,5%), Hera (+123%), Saras (+105%), Eni (+100%).

L’utile delle quotate è più che raddoppiato (+132%) passando da 8 miliardi di euro a 18,7 miliardi, per il contributo fornito dalle società del sub-settore petrolifero più che da quelle del sub-settore elettricità e gas, in particolare Saras (+559%) ed Eni (+472%).

Per i debiti finanziari, si evidenzia un aumento sino al 25%, anche per le domande di consistenti garanzie liquide a copertura degli acquisti sulle borse del gas. Una situazione di stress finanziario che sta già comportando, in taluni casi, una riduzione degli investimenti pianificati.
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