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Panetta (BCE): troppa incertezza, dati determineranno strette

Rialzo tassi non è rischio per Italia, Governo prudente

Economia ·
(Teleborsa) - Per l'Italia la stretta monetaria della BCE non rappresenta una fonte di rischio: "la politica fiscale italiana è rimasta prudente" e con una durata media dei titoli di Stato, assieme agli investimenti del programma, NextGenerationEU, per rilanciare la crescita, "è difficile immaginare un rischio paese se si segue questa strada". Lo ha detto Fabio Panetta, membro del Direttorio della Banca centrale europea, in un'intervista all'Handelsblatt nella quale ha sottolineato che la BCE ha fatto bene ad alzare nuovamente i tassi a dicembre, ma "qualsiasi indicazione incondizionata - ossia slegata dall'evoluzione prospettica dell'economia - che vada oltre febbraio si discosterebbe dal nostro approccio basato sui dati".





"Le nostre decisioni di dicembre - ha spiegato Panetta - si fondavano sulle proiezioni economiche allora disponibili. A marzo ne avremo di nuove e dovremo rivalutare la situazione". La Bce deve sì risultare prevedibile ai mercati, ma senza "indicazioni incondizionate. Nelle circostanze attuali non è necessario annunciare il percorso dei tassi ufficiali su un orizzonte temporale esteso o senza uno stretto riferimento ai dati. Annunci di politica monetaria per un lungo periodo di tempo sono stati effettuati in passato: la chiamavamo forward guidance (indicazioni prospettiche). Ma in quella fase la politica monetaria operava in condizioni assai diverse - argomenta Panetta -: i tassi d'interesse erano scesi al limite inferiore, e la banca centrale poteva agire unicamente influenzando le aspettative sui tassi d'interesse futuri, impegnandosi a mantenere bassi per lungo tempo i tassi ufficiali. Oggi ci troviamo nella situazione opposta. Stiamo contrastando un'inflazione troppo alta, e possiamo farlo innalzando i tassi fino al livello necessario per ricondurre l'inflazione al nostro obiettivo del 2 per cento".

"Inoltre, l'economia è oggi caratterizzata da troppa incertezza perché ci si possa impegnare incondizionatamente e a lungo a seguire uno specifico sentiero dei tassi". Il banchiere centrale segnala come "vi è incertezza sull'esito della guerra, sui prezzi delle materie prime energetiche e alimentari e sul loro impatto sui prezzi al dettaglio, sulla riapertura dell'economia e sui suoi effetti sulle catene di approvvigionamento, sull'andamento dell'economia globale e sull'impatto di questi sviluppi sulla capacità produttiva". Sarà dunque l'andamento dell'economia a determinare le prossime mosse. "In base a questa valutazione - conclude Panetta - decideremo se sarà necessaria una restrizione monetaria maggiore o minore di quella indicata in dicembre. Non dobbiamo sorprenderci se gli investitori rivedono le loro aspettative sull'evoluzione futura dei tassi d'interesse quando emergono nuovi dati. Dobbiamo invece spiegare con chiarezza il modo in cui noi interpretiamo quei dati".
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