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Powell potrebbe prolungare la "pausa" dopo dati inflazione USA

na crescita inferiore alle attese prospetta un atteggiamento più prudente della Federal Reserve

Finanza ·
(Teleborsa) - La Fed potrebbe prolungare una "pausa" sui tassi di interesse dopo i dati sull'inflazione USA, che hanno confermaot una ulteriore decelerazione ad ottobre. La crescita tendenziale si è infatti attestata al 3,2% rispetto al 3,3% indicato dagli analisti, mentre la crescita su mese è nulla contro il +0,1% del consensus.

La Fed si era già presa una "pausa", interrompendo il ciclo di aggiustamento al rialzo dei tassi d'interesse, che nell'ultima riunione di ottobre sono stati confermati sugli attuali livelli al 5,25-5,50%. Powell ha lasciato intendere che è il momento di fermarsi per capire come si muoverà l'inflazione, ma ha anche ammesso più volte che non sono esclusi nuovi aumenti in futuro. Una prospettiva che questi dati contribuiscono a fugare, prospettando tassi fermi anche a dicembre.

"Il dato di oggi dell’Indice dei Prezzi al Consumo core non ha superato le attese, che stimavano un aumento", commenta Lindsay Rosner, Head of Multi-Sector Investing for Fixed Income di Goldman Sachs AM, aggiungendo che "questo dovrebbe consolidare la posizione attendista della Fed a dicembre".

Per Callie Cox, US market analyst di eToro, "la tendenza dell'inflazione è chiara. La crescita dei prezzi sta rallentando perché la domanda e l'offerta stanno tornando in equilibrio" e "ciò rende piuttosto chiare anche le prospettive della Federal Reserve", ma l'analista nota "un dettaglio che fa riflettere" che riguarda "l'improvvisa impennata dell'inflazione dei servizi (esclusi gli affitti)" che è "la misura che Jerome Powell ama sottolineare, ed è effettivamente accelerata su base annua in ottobre. Questo sarebbe il principale argomento della Fed per mantenere i tassi più alti più a lungo, ma è solo un dato all’interno di un mare di altri elementi che dicono il contrario".

"rediamo che, per il meeting del 13 dicembre del FOMC, la commissione operativa della FED, lo scenario sia quello di un mantenimento dei tassi di interesse nel range 5,25%-5,50%. I dati confermato che l’attuale posizionamento della FED in politica monetaria sia abbastanza restrittivo per permettere all’inflazione di tornare nel medio periodo verso l’obiettivo del 2%", conferma Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.

"Ci aspettiamo che si verifichino tagli significativi dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali nel 2024", afferma Steven Bell, Chief Economist EMEA di Columbia Threadneedle Investments, aggiungendo "crediamo che la lotta contro l’inflazione non sia ancora stata vinta, ma i venti giocano ora a nostro favore, portando un sospiro di sollievo sia per le obbligazioni che per le azioni".

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