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UE, Le Maire lancia appello per unione dei mercati dei capitali volontaria

Nella proposta un prodotto di risparmio europeo e cartolarizzazione volontaria

Economia
UE, Le Maire lancia appello per unione dei mercati dei capitali volontaria
(Teleborsa) - "L'appello a Gand che lancio questa mattina è per un'Unione volontaria dei mercati dei capitali con gli Stati che lo desiderano, una vigilanza europea volontaria, un titolo di risparmio europeo volontario, una cartolarizzazione volontaria per gli Stati che lo desiderano, per le banche che lo vorranno; e vedremo quanti Stati potranno unirsi a noi, ma almeno avremo un'esperienza concreta, a partire dal 2024, di ciò che un'unione dei mercati dei capitali consentirà concretamente di fare per spezzare questa prima catena alla crescita europea che è la mancanza di denaro". È quanto ha affermato il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, parlando alla stampa al suo arrivo alla riunione informale dell'Eurogruppo/Ecofin in Belgio. Il progetto dell'Unione dei mercati dei capitali dell'Ue – ha sottolineato Le Maire – mira a convogliare il risparmio dei cittadini verso l'investimento azionario invece di lasciarlo nelle banche, sta accumulando un ritardo inaccettabile, e dunque – per il ministro francese – è il momento anticiparne parzialmente l'attuazione, lanciandolo comunque su base volontaria, con gli Stati membri che ci stanno.

"La crescita europea è incatenata, e la responsabilità dei ministri delle Finanze è quella di liberarla dalle sue catene – ha osservato Le Maire –. Non c'è abbastanza denaro disponibile. Il denaro degli europei dorme invece di lavorare. E se vogliamo che lavori invece di dormire, bisogna predisporre l'Unione dei mercati dei capitali senza ritardo: già dal 2O24 dovranno esserci dei progressi. Il risparmio europeo – ha rilevato Le Maire – vale 35mila miliardi di euro. E un terzo di questo risparmio, più di 10mila miliardi, dorme nei conti bancari. Il denaro degli europei non deve dormire, deve lavorare: per la crescita, per l'innovazione, per la ricerca, per le imprese, per l'occupazione. Vediamo chiaramente quanto le esigenze di investimento siano considerevoli. Non c'è più denaro pubblico e quindi ci devono essere investimenti privati, per finanziare l'intelligenza artificiale, per finanziare la transizione climatica che richiede decine di miliardi di euro di investimenti ogni anno. È ora di andare avanti, è ora di decidere. È giunto il momento di istituire questa Unione dei mercati dei capitali per finanziare gli investimenti colossali di cui avremo bisogno negli anni a venire".

Di fronte ai ritardi nel processo decisionale europeo per arrivare all'Unione dei mercati dei capitali, il ministro delle Finanze francese ha lanciato un appello a tutti gli Stati europei che lo desiderano per dare il via all'Unione dei mercati dei capitali su base volontaria: "all'inzio saranno forse due, tre, quattro Stati, poco importa; ma vogliamo lanciare oggi a Gand una Unione dei mercati dei capitali volontaria – ha spiegato Le Maire –. Vedremo quando saremo in 27, ma siccome oggi è impossibile, cominciamo con alcuni Stati, sulla base di tre proposte concrete: innanzitutto una supervisione europea volontaria, che potrebbe essere esercitata dall'Autorità europea dei mercati finanziari. Invito pertanto le banche d'investimento, le borse valori e i gestori patrimoniali ad aderire a questa supervisione volontaria che potrebbe essere esercitata dall'Autorità europea dei mercati finanziari. È la prima proposta molto concreta che faccio a tutti i gestori patrimoniali, a tutte le banche di investimento, a tutte le borse europee che desiderano partecipare su base volontaria a questa vigilanza". La seconda proposta concreta di Le Maire è quella di "istituire un prodotto di risparmio europeo con gli Stati che lo desiderano. Lanciamo nel 2024 un titolo di risparmio europeo, di cui definiremo le caratteristiche e il rendimento con gli Stati volontari che lo desiderano". La terza proposta, infine, è di "predisporre una garanzia per la cartolarizzazione in modo che i titoli smettano di pesare sui bilanci delle banche e che le banche possano quindi prestare di più ai privati; e prestare di più alle imprese".

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