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Sanità, Agenas: Nord più veloce a rispondere a emergenze-urgenze, Sud e aree interne le più lente

Economia
Sanità, Agenas: Nord più veloce a rispondere a emergenze-urgenze, Sud e aree interne le più lente
(Teleborsa) - Il Nord si conferma il più veloce, male invece Sud e aree interne dove la risposta alle emergenze-urgenze risulta essere più lenta. I Pronto Soccorso sono inoltre uno dei principali problemi per varie Regioni con lunghi tempi di attesa che sono tra le cause del fenomeno dell''abbandono': ci si reca cioè nei punti di emergenza-urgenza per poi andarsene ancor prima di aver effettuato la visita medica. È in estrema sintesi quanto emerso dalla terza "Indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo-dipendenti" dell'Agenas. Le cosiddette Reti tempo-dipendenti, da quella cardiologica all'Emergenza-urgenza, sono sono quelle strutture all'interno degli ospedali il cui lavoro con i pazienti che presentano determinate patologie dipende dalle decisioni e dagli interventi che si mettono in atto nelle prime ore dall'insorgenza dei sintomi. Le quattro principali reti tempo-dipendenti sono quelle cardiologiche, ictus, trauma, emergenza urgenza.

Lo studio si basa su un questionario compilato dalla Regioni e della valutazione di una serie di indicatori: dalla proporzione di infarti trattati con angioplastica entro 90' minuti dal ricovero alla mortalità a 30 giorni, dal totale di ricoveri e tempo di permanenza in Pronto Soccorso alla percentuale di abbandono di tali reparti.

Per quanto riguarda la Rete Cardiologica, l'indagine rileva che la Rete "soffre in quelle zone più interne e meno servite". Buoni i risultati per tre Regioni: Lazio, Liguria e Marche. Performance buone anche in altre 5 Regioni (Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto), mentre quelle peggiori si registrano invece in Abruzzo e Calabria, seguite da Valle d'Aosta e Molise. La Provincia autonoma di Trento è poi in testa alla classifica per la percentuale di infarti trattati con Angioplastica Coronarica entro 90 minuti dal ricovero, come previsto dagli standard fissati dal decreto ministeriale 70/2015. Nella P.A di Trento, infatti, il tasso di infarti trattati secondo tale standard è del 62,35%. Le percentuali peggiori si registrano in Basilicata (34,48%), Liguria (39,41%) e Sicilia (42,82%).

Per la Rete Ictus, le peggiori sono risultate essere Sardegna e Abruzzo mentre le migliori L'Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche ma anche la Campania. La più alta mortalità a 30 giorni per ictus si registra in Basilicata, la minore in Umbria (7,63%). Performance positive sono registrate nella Provincia autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna e Liguria. Gli ultimi posti sono invece occupati da Valle d'Aosta, Molise e Basilicata.

La rete di Emergenza-Urgenza (PS) funziona bene in varie Regioni del Nord: la prima per assistenza e presa in carico è la provincia autonoma di Bolzano; risultati positivi anche in Veneto e Lombardia. Performance peggiori, invece, soprattutto al Sud come in Sardegna e soprattutto Campania, che risulta ultima, ma criticità si hanno anche in Valle d'Aosta.

Rispetto poi alla percentuale dei ricoveri da Pronto Soccorso, 13 Regioni superano la media nazionale pari al 12,79% e la Puglia si attesta al 18%. Quanto ai tempi di attesa, la più virtuosa è la Valle d'Aosta con un tempo mediano tra l'arrivo e il ricovero dei pazienti di 88,5 minuti, la peggiore il Lazio con 305 minuti. Le Regioni con la più alta percentuale di abbandono del Pronto Soccorso sono invece Campania (11,80%), Sardegna (24,31%) e Sicilia (12,71%), rispetto ad una media nazionale del 6,29%. Quelle con la più bassa percentuale di abbandono sono la Valle d'Aosta con lo 0%, Basilicata (1,30%) e Veneto (1,65%).
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