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BCG Italia estende a 12 settimane di congedo retribuito per i secondary parent

Una misura che tutela i percorsi di carriera e rafforza la continuità professionale

Economia
BCG Italia estende a 12 settimane di congedo retribuito per i secondary parent
(Teleborsa) - Boston Consulting Group Italia annuncia l’adozione di una nuova parental policy che estende in modo significativo le tutele per la genitorialità, intervenendo su uno dei nodi più sensibili del lavoro qualificato in Italia: la continuità dei percorsi professionali nei momenti di transizione personale. A partire da gennaio 2026, il congedo retribuito per i secondary parent passa da 4 a 12 settimane indipendentemente da genere, ruolo o quadro normativo locale con piena tutela dei tempi di carriera.

L’estensione a 12 settimane del congedo per il secondary parent, si inserisce in un percorso aziendale consolidato di grande attenzione alla parità di genere consentendo a BCG di allinearsi ai Paesi europei più avanzati in tal senso e superando il sistema normativo nazionale. La misura rafforza la tutela della genitorialità e la conciliazione vita-lavoro promossa dalla Certificazione per la parità di genere (UNI/PdR 125:2022) che BCG ha conseguito dal 2024. In questo scenario, la policy introduce un elemento di stabilità che permette ai neo-genitori di dedicarsi a questo delicato momento della propria vita, senza il timore che ciò possa formalmente minare il proprio percorso di carriera.

La direzione della nuova policy è chiara: la genitorialità smette di essere un fattore di rischio implicito per la carriera e diventa una scelta compatibile con la continuità professionale. In questo senso, non si limita a estendere un diritto, ma interviene sulla cultura organizzativa, riducendo disparità percepite e reali tra uomini e donne. Iniziative di questo tipo contribuiscono a rafforzare la permanenza dei talenti e a ridurre uno dei principali punti di attrito tra lavoro e vita privata, causa di uscita dal mercato del lavoro qualificato. La possibilità di distribuire in modo più equilibrato il tempo di cura tra entrambi i genitori, indipendentemente dal genere, ha effetti diretti sulla partecipazione al lavoro, sulla tenuta dei percorsi di carriera e sulla capacità delle organizzazioni di trattenere competenze ad alto valore.

"Per il settore della consulenza strategica, tradizionalmente caratterizzato da ritmi intensi e da un forte investimento personale, questa nuova policy rappresenta un segnale di riposizionamento culturale", commenta Monia Martini, BCG EMC People and HR Operations Executive Director. – "Rendere strutturale la tutela della genitorialità significa riconoscere che la sostenibilità delle performance passa anche dalla capacità di gestire le transizioni di vita senza interrompere traiettorie di crescita, motivazione e responsabilità. Non si tratta di flessibilità informale o soluzioni ad hoc, ma di regole chiare che riducono l’ambiguità organizzativa e rafforzano il patto tra impresa e professionisti".

Tra le misure già previste in BCG ci sono diversi strumenti a supporto dei genitori, che rappresentano circa il 25% dell’intera popolazione aziendale (composta da circa 700 persone con un’età media di 30 anni), come ad esempio i programmi di peer support e i piani di reinserimento con mentoring, oltre a diverse opzioni di flessibilità. A queste si aggiungono il Kids Camp, che accoglie in ufficio i bambini dai 3 agli 11 anni per 3 settimane nel periodo estivo, con un programma educativo dedicato; e i recenti interventi sugli spazi di lavoro ora dedicati ai genitori con bambini (3-10 anni) e allestiti anche per l’allattamento, per poter lavorare in un ambiente ricreativo e sicuro per i propri figli, con l’obiettivo di ridurre le frizioni quotidiane che spesso incidono sulla qualità del rientro al lavoro.

La nuova parental policy si inserisce in questo percorso come espressione concreta di una crescente attenzione al valore delle persone e alla costruzione di una cultura del lavoro capace di sostenere ambizione professionale e scelte di vita, senza costringerle in un equilibrio precario.

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