Confcommercio: economia italiana ancora in crescita, ma pesa il ritorno dell’inflazione
(Teleborsa) - Gli indicatori ad alta frequenza mostrano un quadro economico ancora dinamico. Occupazione stabile sui massimi livelli, primi segnali positivi dall’industria e crescita sostenuta soprattutto dai servizi e dai consumi delle famiglie continuano a sostenere l’economia italiana. Tuttavia, il protrarsi del conflitto in Medio Oriente rischia di avere effetti significativi nei prossimi mesi, soprattutto attraverso l’aumento dei prezzi energetici e dell’inflazione.
Secondo le stime, dopo un primo trimestre positivo e un marzo particolarmente brillante, aprile e maggio mostrano un rallentamento della crescita del PIL, pur mantenendosi in territorio positivo. A maggio il PIL dovrebbe aumentare dello 0,1% rispetto ad aprile e dell’1,5% su base annua. Se la situazione internazionale dovesse normalizzarsi entro la fine dell’estate, la crescita del PIL nel 2026 potrebbe anche superare lo 0,6% previsto dal Governo nel DFP.
I consumi delle famiglie restano positivi: ad aprile 2026 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segna un +1,3% rispetto allo stesso mese del 2025, sostenuto sia dai beni sia dai servizi. Tra i comparti più dinamici spiccano mobilità (+7,1%), comunicazione (+4,5%), cura della persona (+1,9%) e turismo e consumazioni fuori casa (+1,3%). In forte recupero anche l’automotive, con acquisti privati in crescita del 19,3%.
Permangono invece difficoltà per alcuni segmenti, come beni ricreativi (-2,8%), alimentari e bevande (-0,7%) e arredamento (-0,7%). Positivi anche i dati di alberghi (+5,2%), trasporti aerei (+4,1%) ed elettrodomestici (+7,9%).
L’elemento più critico resta però l’inflazione, stimata al 3,4% a maggio 2026, ai massimi dalla fine dell’estate 2023. Le maggiori tensioni riguardano energia e alimentari non lavorati. Il rischio è che il rialzo dei prezzi si estenda ad altri settori, riducendo il reddito reale disponibile delle famiglie e frenando i consumi nei prossimi mesi.
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