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USA sospendono attacchi in Iran. Mercati ottimisti, petrolio scivola

Scatta una tregua di fatto mentre Teheran sta conducendo nuovi colloqui con i mediatori omaniti sullo Stretto di Hormuz

Finanza, Politica
USA sospendono attacchi in Iran. Mercati ottimisti, petrolio scivola
(Teleborsa) - Dopo l'escalation delle ultime due settimane, USA ed Iran sembrerebbero giunti ad una tregua di fatto. Gli Stati uniti hanno sospeso gli attacchi alle infrastrutture iraniane che duravano da 13 giorni, senza dare spiegazioni o fare annunci particolari, mente Teheran ha confermato di volersi astenere da qualsiasi tipo di rappresaglia mentre intrattiene colloqui con i mediatori dell'Oman sullo Stretto di Hormuz. "Poiché la nostra strategia è stata essenzialmente di rappresaglia, abbiamo anche sospeso le nostre operazioni di ritorsione", ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia.

La tregua è salutare in un momento in cui rappresentanti iraniani stanno discutendo con l'Oman come risolvere la questione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, teatro di nuovi scontri ed incidenti nelle ultime settimane. Per tutta risposta il prezzo del petrolio è subito crollato del 7% ed i future sugli indici USA hanno registrato un rialzo, segnalando un recupero del sentiment.

Nel motivare lo stop agli attacchi da parte degli Stati Uniti, il New York Times, citando fonti ben informate, ha suggerito che sia legato ad una carenza di scorte di munizioni, in particolare i missili Patriot, ma Trump ha replicato a queste insinuazioni, dichiarando in una intervista al Wall Street Journal che gli USA hanno più armi di chiunque altro al mondo. "Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quante ne abbiamo bisogno", ha rimarcato il Presidente, che si trova al quinto mese di conflitto, interrotto solo da una breve tregua ad aprile.

"Voglio essere estremamente chiaro. Le forze armate statunitensi, e ho verificato la cosa sotto ogni aspetto, dispongono di tutto ciò che serve per condurre questa campagna con l'efficacia richiesta", ha confermato l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz in una intervista a Nbc News. "Il presidente sta tenendo aperte tutte le opzioni - ha aggiunto Walts - come abbiamo visto fin dall'inizio, il presidente sta dando spazio ai colloqui". L'ambasciatore ha spiegato poi che i colloqui sono tutt'ora in corso " a tutti i livelli", dalle discussioni tecniche al massimi livelli di leadership.

La spiegazione sulla tregua di fatto dell'ultimo paio di giorni, scrive ancora il New York Times, potrebbe essere più politica ed avere a che fare con il crollo dei consensi a pochi mesi dalle elezioni mid-term di novembre e con l'impatto che una guerra più lunga del previsto (doveva durare al massimo quattro o cinque settimane) sta avendo sull'economia globale.

Frattanto, le quotazioni del petrolio sono crollate sotto i 90 dollari al barile, con il Brent per consegna ottobre che scambia a 83,34 dollari al barile, in calo di oltre il 5% ed il WTI statunitense che tratta a 83,55 dollari, in ribasso del 6,5%. I future sugli indici USA sono in rialzo di circa un punto: quello sul Dow Jones sale dello 0,79%, quello sullo S&P 500 dello 0,95% e quello sul Nasdaq 100 dell'1,5%. Segnali positivi arrivano a n che fai future sugli indici europei, con il Dax-30 che sale dell'1,19%, il Cac-40 dello 0,88%, l'Ftse 100 dello 0,5%, il FTSE MIB dell'1,17% e l'Euro Stoxx 50 dell'1,09%.
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