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Utility, Tasca (A2A): "Ogni euro investito genera un impatto economico di 4,1 volte"

Presentato a Cernobbio uno studio in collaborazione con Teha Group.

Economia
Utility, Tasca (A2A): "Ogni euro investito genera un impatto economico di 4,1 volte"
(Teleborsa) - A2A, in collaborazione con Teha Group, ha presentato al Forum di Cernobbio uno studio secondo cui le utility energetiche italiane possono attivare investimenti privati complessivi per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050, pari a circa 33 miliardi l'anno.

"Giugno 2026 non ha segnato solo la fine del PNRR, ma l'inizio di una prova di maturità per il nostro Paese", ha dichiarato il presidente di A2A Roberto Tasca, presentando la ricerca. "Per alcuni anni abbiamo potuto contare su una leva straordinaria che ha sostenuto crescita e investimenti: il compito è trasformare quell'eccezionalità in un metodo, dando continuità alla modernizzazione per non disperdere la spinta degli anni scorsi per rafforzare il sistema economico e produttivo del Paese".

Tasca ha inquadrato la sfida nel contesto internazionale: "In uno scenario internazionale attraversato da nuove competizioni tecnologiche, industriali ed energetiche, la sfida non è tornare a crescere, ma scegliere come farlo. Il settore Energy & Utility è il punto in cui la just transition incontra la politica industriale: qui gli obiettivi europei possono diventare investimenti concreti capaci di generare crescita duratura".

Sui dati dello studio, il presidente ha aggiunto: "I dati di questo Position Paper lo confermano: le risorse del comparto potranno favorire la riduzione delle emissioni di CO2 del 36% al 2050 e ogni euro investito potrà generare un impatto economico pari a 4,1 volte il valore iniziale. Valorizzare questo potenziale significa sostenere la competitività ma anche lo sviluppo sostenibile dell'intero sistema-Paese".

Secondo lo studio, gli investimenti – distribuiti su nove aree strategiche, dalla generazione rinnovabile ai data center – potrebbero contribuire per circa il 10% alla crescita annua del PIL fino al 2050 e abilitare fino a 300mila nuovi posti di lavoro diretti. L'autonomia energetica italiana salirebbe dall'attuale 26% al 49% nel 2035, fino all'81% nel 2050. Le risorse attivate favorirebbero inoltre un risparmio stimato di 31 miliardi di euro di costo sociale del carbonio, mentre gli investimenti nel ciclo idrico integrato rafforzerebbero l'economia circolare, azzerando il conferimento in discarica dei rifiuti urbani.
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