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IEA, offerta petrolifera in calo: la stretta sul diesel è la più acuta

Oltre 10 mb/g di output del Golfo ancora bloccati. Scorte in calo di 507 mb da inizio guerra.

Energia, Finanza
IEA, offerta petrolifera in calo: la stretta sul diesel è la più acuta
(Teleborsa) - L'ultimo rapporto mensile dell'International Energy Agency, la produzione petrolifera globale è scesa di 1,6 milioni di barili al giorno (mb/g) su base mensile a 100,1 mb/g ad agosto, con oltre 10 mb/g di output del Golfo ancora bloccati per gli elevati rischi di sicurezza. L'offerta totale è attesa in calo di 5,7 mb/g quest'anno, a 100,7 mb/g, con il previsto recupero della produzione nel Golfo ormai rinviato al 2027, quando è atteso un rimbalzo di 8 mb/g. Il gruppo dei Paesi non-OPEC+ delle Americhe resta il principale motore di crescita, con un contributo di 1,4 mb/g nel 2026 e 1 mb/g nel 2027.

Il dato più critico riguarda però il mercato dei prodotti raffinati, in particolare il diesel. L'IEA segnala che "il rialzo sia dei futures sul greggio sia dei prezzi fisici impallidisce a confronto con quello dei prodotti raffinati, dove la tensione di mercato è ora più acuta". Il diesel/gasolio, che rappresenta quasi il 30% della domanda globale, ha visto i prezzi negli Stati Uniti superare i 200 dollari al barile a inizio settembre, il 94% sopra i livelli pre-bellici. Le esportazioni nette di diesel/gasolio dai Paesi del Golfo si sono attestate ad agosto a una media di 390 mila barili al giorno, poco più di un quarto dei livelli pre-conflitto, mentre le interruzioni al sistema di raffinazione russo hanno quasi azzerato le esportazioni di prodotti da Mosca.

Sul fronte scorte, l'IEA segnala che "le scorte petrolifere globali osservate sono crollate di ulteriori 95 milioni di barili ad agosto, portando i prelievi cumulativi da febbraio a 507 milioni, una media di 2,8 mb/g". I volumi di petrolio "on water" (in transito via mare) sono diminuiti di 65 milioni di barili per i rinnovati attacchi al traffico navale dal Medio Oriente, mentre le scorte non-OCSE sono scese di 52 milioni di barili, trainate dalla Cina.

L'Agenzia avverte che, "con i cuscinetti che si riducono e il sistema globale di raffinazione teso al limite", la necessità di progressi nella risoluzione del conflitto in Medio Oriente - e in quello Russia-Ucraina, ormai al quinto anno - è "maggiore che mai" per evitare un'ulteriore stretta di mercato e una distruzione della domanda.
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